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Escursioni in montagna

a cura di Ettore e Bruno Iannazzo

La montagna di Gizzeria fa parte del gruppo dei Monti Lametini che hanno come vette più importanti il monte Reventino e il monte Mancuso.

Il punto più alto del paese è il cocuzzolo del monte Monaco a 1290 metri di altezza sul livello del mare e su cui sorge una torre di comunicazione ben visibile anche dal mare aperto.

Proponiamo alcuni itinerari per godere a pieno la montagna. Gli itinerari sono stati realizzati da Ettore e Bruno Iannazzo.
Se desiderare organizzare escursioni, potete contattarci e faremo da guida.

Le foto sono state scattate da Bruno Iannazzo nel 2006.

Itinerario B-1 - I fhaghi
Classe: T (turistica), durata: 2/3h. (dislivello 175 m 1050-1225)

Si tratta di un percorso che si svolge quasi tutto all'interno di una faggeta con alcuni passaggi scoperti fortemente panoramici.


Una sporgenza nel gruppo di rocce detto Pietra del Mitoio

Per chi arriva da Gizzeria o Acquafredda il percorso parte dal "Biviu e' Duminicu Jornu", rinominato dalla Comunità Montana Bivio Mitoio e che si trova a un'altezza di 1050 metri circa. Chi viene da Falerna può arrivare quasi fino all'Ostello Falerna in auto, mentre da Vallericciardo c'è un sentiero che porta direttamente al Bivio Colle Jungi.

Prima di entrare nel sentiero, consigliamo una breve puntatina alle rocce della vicina Pietra del Mitoio da cui si gode un immenso panorama che abbraccia il Golfo di Sant'Eufemia, i centri di Sambiase e Nicastro e si scorgono in lontananza anche Catanzaro e oltre, il mar Ionio. Dall'altra parte invece si vedono le due gobbe del Monte Reventino e le istallazioni militari del Monte Mancuso.


La città di Lamezia Terme vista dalla Pietra del Mitoio

Tornati al bivio, occorre proseguire nella direzione indicata dal cartello "Monte Mancuso", segue una salita scoperta con panorama sul mare. Il percorso si svolge lungo le pendici del monte Nocelletto e poi in una piccola pineta lungo le pendici del monte Greco. A un certo punto cambia tutto e si entra ne "i Fhaghi", una faggeta di grandi faggi. In realtà si ha solo un primo assaggio, perché poco dopo si arriva a un bivio segnato in cui bisogna proseguire dritto e non seguire l'indicazione per "Monte Greco".


Un faggio secolare, detto dagli abitanti delle montagne "matricino", perché avrebbe generato tutti quelli che si trovano intorno

Da qui in poi ci sarà un'alternanza di valloni immersi nei faggi e speroni con vista panoramica, fino ad arrivare all'"Aia d'o' pecuraru", in cui c'è un luogo attrezzato e una fontana, adatto per rifocillarsi (ricordandosi di portarsi dietro i rifiuti).

Poco più avanti si esce dal bosco per arrivare alla Serra Pelata e all'Ostello Falerna: una sorta di monumento alla parte brutta della Calabria. Una cattedrale nel deserto costruita dalla Comunità Montana e dopo poco tempo distrutta da qualche misterioso gruppo di vandali.

A questo punto occorre proseguire per un pezzo di strada asfaltata immersa nei faggi, fino a un bivio dove si prosegue per un breve sentiero nel bosco che porta a "Colle Jungi" (detto anche "Vucca e' Jungi"), un importante quadrivio.

Poco prima di arrivare a "Colle Jungi", a sinistra della strada si possono ancora scorgere i resti del Grande Faggio di cui abbiamo parlato nell'articolo Le 7 meraviglie ambientali di Gizzeria. Oggi l'albero non c'è più ma c'è ancora qualche pezzo di legno che esce dal terreno e soprattutto una grande cupola nella parte di cielo occupata dalle sue enormi fronde. Abbiamo chiamato questo posto "Tomba del Faggio".


La cupola di cielo aperto che sovrasta la "Tomba del Faggio"

Dal bivio Colle Jungi bisogna prendere la strada che sale e passa tra il monte Monaco e il monte Greco, fino al bivio che avevamo incontrato all'andata e da qui finalmente si giunge al punto di partenza.

Nel tragitto si possono raccogliere, quando è tempo, fragoline di bosco, mazzolini di ciclamini, detti anche viole della Madonna del Rosario secondo la tradizione; nonché funghi, stando estremamente attenti a non raccoglierne di velenosi. In questi boschi crescono infatti alcuni mortali "cuculini mbalenati" (Amanita Phalloides), che hanno ucciso in passato alcuni sfortunati paesani.


A settembre il sottobosco dei faggi è completamente ricoperto di ciclamini


Un bell'esemplare di Amanita Muscaria,
il fungo delle favole, piuttosto velenoso



Itinerario B-2 - Via delle 4 vette
Classe: E (escursionista), durata: 3/4h. (dislivello 240 m 1050-1290)

Una variante del percorso precedente in cui si fanno delle puntatine alle 4 vette principali del comune: Monte Nocelletto, Monte Greco, Monte Monaco e Serra Pelata.

Il percorso si svolge come nell'itinerario B-1, con alcune puntatine sulle cime che abbiamo nominato.


Una raccolta di "rositi" (Lactarius deliciosus), ottimi funghi che crescono sotto i pini

Per arrivare al monte Nocelletto (1162 m) bisogna addentrarsi nella pineta poco dopo l'inizio del percorso e cercare di raggiungere la cima. Il bosco è di proprietà privata, quindi è essenziale non toccare niente e non lasciare rifiuti.

La successiva vetta è la Serra Pelata (1215 m) che si riconosce perché è veramente "pelata", cioè priva di alberi. Si trova poco dopo a "fhuntana do pecuraru" e per arrivare sul punto più panoramico occorre muoversi faticosamente tra arbusti di erica e mirto.


La torre di comunicazione sul monte Monaco
ben visibile anche in lontanza


La successiva vetta è il monte Monaco (1290 m) che è il punto più alto del territorio di Gizzeria e su cui sorge una torre di comunicazione ben visibile anche in lontananza. Per salire sulla cima del monte occorre sorpassare il bivio "Colle Jungi" e poi proseguire per una strada sulla destra con una forte pendenza. Chi riesce a salire addirittura in cima alla torre può dire di essere stato sul punto più alto di Gizzeria.


L'uscita di uno dei tanti pozzi e grotte in cui
nell'Ottocento si sarebbero nascosti i briganti


Poco più avanti, sulla destra sorge il monte Greco (1217 m), per raggiungere la cima, su cui secondo la tradizione fu ucciso un uomo di nome Greco, occorre tagliare tra i boschi. La cima è segnata da una pietra che sporge ed è comunque coperta da faggi.


Pagine correlate

Le 7 meraviglie ambientali di Gizzeria
Alcune foto ambientali di Gizzeria

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Bibliografia

A. Trapuzzano, Malandrinaggio e Brigantaggio nel territorio di Gizzeria
E. Iannazzo, Lametino: mini-monografia

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