di Bruno Iannazzo
Chi ti via cumu Jennarellu a' Cona
Una maledizione che veniva lanciata a Gizzeria era:
"Chi ti via cumu Jennarellu a' cona", ossia,
"Che tu possa fare la fine di Gennarino alla Cona".
Gennarino era un brigante o comunque un condannato a morte
che doveva essere fucilato alla Cona (vicino alla fine
del paese, andando verso Nicastro).
La tradizione vuole che quando partì la scarica
di colpi, Gennaro non fu colpito da nessun proiettile.
Nessuno riusciva a spiegarsi l'accaduto e si continuò
a cercare di colpirlo senza riuscirci.
Solo dopo un'accurata perquisizione si accorsero che teneva
sotto la lingua lo scapolare della Madonna del Carmelo
("l'abitellu d'a Madonna o' Carminu") che lo
proteggeva dai proiettili.
Privato di questa divina protezione, il povero Gennaro
perì.
Chi pozza mu ti strudi cumu i pecuri e Brescia
Letteralmente "Che ti possa estinguere come le
pecore di Brescia".
Il detto è legato al fatto che agli inizi dell'800,
la famiglia Brescia, oggi estinta in paese, possedeva
numerosi capi di bestiame che vendeva anche nella provincia
di Reggio Calabria. Nel tempo la ricchezza rappresentata
da quel bestiame andò perduta. (Si ringrazia Stefano
M. per l'informazione)
Chi ti via cumu Bazzarinu
L'augurio è di fare un brutta fine come i briganti Bazzarini,
al secolo Bruno e Antonio Gallo, che furono giustiziati brutalmente dopo
la loro cattura. La loro testa fu mozzata ed esposta come deterrente
per chi avesse voluto emularli.
Chi ti via cumu Brizzi
Non ho trovato informazioni su questa storia. Sembra che
Brizzi fosse stato evirato.
U passu a zita
Nel torrente Tridattoli, sopra Gizzeria, c'è
un passo chiamato "Il passo della sposa". La
leggenda dice che in quel torrente cadde una sposa e morì.
Se ne conoscete delle altre non esitate a inviarmele,
è bene scriverle prima che nessuno le ricordi più.