30/12/2005 Il quotidiano della Calabria
Magia nella notte di Natale.
La notte di Natale nuove luci si sono accese nel paese di
Gizzeria, per illuminare le rughe della zona popolare , quelle più
intricate che si inerpicano tra cortili, ballatoi, archi, aie e
porticine una accanto all'altra. Rughe abitate ormai per lo più da
anziani, da quei custodi della memoria che ancora detengono lo scettro
dei ricordi e delle tradizioni.
Il giorno di Natale si è riaccesa ancora la magia nel paese di
Gizzeria, una magia portata dal presepe vivente, indotta dal
ripercorrere una vicenda antica, che rivive le movenze di una storia
che non va più di moda, quella di un uomo- Dio che ha scelto di
nascere tra i più umili degli umili, tra i poveri, in una capanna
adibita a stalla: riscaldato solo da un bue e da un asino, custodito
dai suoi genitori in una mangiatoia. Il simbolo di questa nascita è
stato un evento che ha cambiato le vicende dell'uomo, e da Assisi un
grande della storia del cristianesimo, Francesco, uno di quelli che ha
creduto solo nella forza del Vangelo e ha vissuto secondo i suoi
insegnamenti, ha inviato al mondo un messaggio di pace: il presepe.
Il simbolo della vita che può cambiare con l'amore, solo con
l'amore. Una capanna che induce a riflettere sui valori dell'umiltà e
del rispetto per tutte le persone della terra.
Ecco perché il presepe vivente organizzato magistralmente dai ragazzi
della compagnia Magna Grecia di Gizzeria, assume un valore profondo:
perché mentre il mondo va in direzione dell'individualismo e del
conflitto, mentre i valori legati al rispetto e all'umiltà vanno via
via scomparendo, mentre quasi si ha vergogna a parlare di povertà, si
sono accese le luci tra le strade di un paese che spesso dimentica i
suoi figli e si è saputo trasformare le rughe della zona antica in una
gioiosa e malinconica Betlemme, ricostruendo con perizia artigiana i
magazzini, le botteghe, gli anfratti. I vicoli di gente vera, che sa
vivere con poco e con la chiesa, hanno preso vita per un mese intero,
grazie a questi ragazzi di Gizzeria che hanno saputo lavorare da soli,
senza l'aiuto di nessuno, e hanno saputo ridare gioia ad un paese
pieno di ricchezze umane nascoste e di solitudine.
Gli abitanti dei vicoli in cui si è realizzato il presepe hanno aperto
ai ragazzi le loro case, vi è stato per un lungo periodo un clima di
condivisione che ha avuto il suo culmine la notte di Natale.
Fino alle tre di notte la gente ha sfidato il freddo per visitare il
presepe vivente dei ragazzi della Magna Grecia, e il 25 dicembre,
ancora tra i suoni dell'organetto e il fumo del focolare nell'aia, la
gente di Gizzeria ha ammirato l'operato dei suoi ragazzi.
"Il presepe vivente ci fa fare memoria della nascita di Dio in mezzo a
noi, e non vuole essere folclore", ha ricordato Don Luigi Talarico,
benamato prete del paese di Gizzeria, "E' un'occasione di crescita
umana e cristiana per i ragazzi di Gizzeria, che hanno compreso che
attraverso la responsabilità e la consapevolezza di ciò che si fa si
può essere e si deve essere artefici del proprio destino, in modo
particolare nella nostra terra di Calabria solo l'agire con le proprie
forze, con onestà e consapevolezza può costruire un futuro, senza
aspettare l'aiuto dei potenti di turno".
28/12/2005 Il quotidiano della Calabria
Notte magica con il presepe vivente
Il giorno di Natale tutto il paese coinvolto in questa
significativa rappresentazione
L'iniziativa è stata organizzata dai giovani della compagnia Magna Grecia
La notte di Natale nuove luci si sono accese nel paese di
Gizzeria, per illuminare le rughe della zona popolare , quelle più
intricate che si inerpicano tra cortili, ballatoi, archi, aie e
porticine una accanto all'altra. Rughe abitate ormai per lo più da
anziani, da quei custodi della memoria che ancora detengono lo scettro
dei ricordi e delle tradizioni.
Il giorno di Natale si è riaccesa ancora la magia nel paese di
Gizzeria, una magia portata dal presepe vivente, indotta dal
ripercorrere una vicenda antica, che rivive le movenze di una storia
che non va più di moda, quella di un uomo- Dio che ha scelto di
nascere tra i più umili degli umili, tra i poveri, in una capanna
adibita a stalla: riscaldato solo da un bue e da un asino, custodito
dai suoi genitori in una mangiatoia. Il simbolo di questa nascita è
stato un evento che ha cambiato le vicende dell'uomo, e da Assisi un
grande della storia del cristianesimo, Francesco, uno di quelli che ha
creduto solo nella forza del Vangelo e ha vissuto secondo i suoi
insegnamenti, ha inviato al mondo un messaggio di pace: il presepe.
Il simbolo della vita che può cambiare con l'amore, solo con
l'amore. Una capanna che induce a riflettere sui valori dell'umiltà e
del rispetto per tutte le persone della terra.
Ecco perché il presepe vivente organizzato magistralmente dai ragazzi
della compagnia Magna Grecia di Gizzeria, assume un valore profondo:
perché mentre il mondo va in direzione dell'individualismo e del
conflitto, mentre i valori legati al rispetto e all'umiltà vanno via
via scomparendo, mentre quasi si ha vergogna a parlare di povertà, si
sono accese le luci tra le strade di un paese che spesso dimentica i
suoi figli e si è saputo trasformare le rughe della zona antica in una
gioiosa e malinconica Betlemme, ricostruendo con perizia artigiana i
magazzini, le botteghe, gli anfratti. I vicoli di gente vera, che sa
vivere con poco e con la chiesa, hanno preso vita per un mese intero,
grazie a questi ragazzi di Gizzeria che hanno saputo lavorare da soli,
senza l'aiuto di nessuno, e hanno saputo ridare gioia ad un paese
pieno di ricchezze umane nascoste e di solitudine.
Gli abitanti dei vicoli in cui si è realizzato il presepe hanno aperto
ai ragazzi le loro case, vi è stato per un lungo periodo un clima di
condivisione che ha avuto il suo culmine la notte di Natale.
Fino alle tre di notte la gente ha sfidato il freddo per visitare il
presepe vivente dei ragazzi della Magna Grecia, e il 25 dicembre,
ancora tra i suoni dell'organetto e il fumo del focolare nell'aia, la
gente di Gizzeria ha ammirato l'operato dei suoi ragazzi.
"Il presepe vivente ci fa fare memoria della nascita di Dio in mezzo a
noi, e non vuole essere folclore", ha ricordato Don Luigi Talarico,
benamato prete del paese di Gizzeria, "E' un'occasione di crescita
umana e cristiana per i ragazzi di Gizzeria, che hanno compreso che
attraverso la responsabilità e la consapevolezza di ciò che si fa si
può essere e si deve essere artefici del proprio destino, in modo
particolare nella nostra terra di Calabria solo l'agire con le proprie
forze, con onestà e consapevolezza può costruire un futuro, senza
aspettare l'aiuto dei potenti di turno".
Maria Rosaria Folino
27/12/2005 Il quotidiano della Calabria
Nello splendido scenario della chiesa di San Giovanni
Battista tradizionale rappresentazione natalizia.
Il Christmas concert della scuola secondaria
Hanno preso il via le prime rappresentazioni natalizie con
il "Christmas concert" organizzato dagli insegnanti dell'Istituto
comprensivo coordinati dalla brava Maria Luisa Ruberto, professoressa
di Lamezia Terme in servizio presso lo stesso comprensivo.
Nello splendido scenario della Chiesa di San Giovanni Battista, alla
presenza del dirigente scolastico Francesco Chirillo e di tutti gli
insegnanti, i ragazzi della scuola secondaria di primo grado
accompagnati nei cori dalle voci dei bambini della scuola primaria,
hanno cantato le melodiche canzoni della tradizione natalizia
allietando la gente del paese.
E' ormai la chiesa di San Giovanni lo scenario in cui si snodano gli
eventi principali del paese: le organizzazioni aggreganti e il luogo
in cui avviene il contatto tra la gente.
Gli spazi di un territorio in cui si ha difficoltà di comunicare sono
rimasti solo alla chiesa, e mai come in questo periodo di riflessione
religiosa e raccoglimento emotivo rappresentati dal Natale, la chiesa
funge da fulcro e da fattore comunicativo.
I rossi copricapo dei ragazzi in tenuta natalizia e il candore di visi
ancora per fortuna preclusi alla durezza della vita hanno colorato di
sogno e di luce l'altare maggiore donando la speranza di un Natale di
pace, di ricerca interiore e di rinascita.
Le nitide e fredde serate invernali che a Gizzeria regalano scenari
meravigliosi: cieli azzurri solcati da nuvole e mare; lo Stromboli e
le isole Eolie sulla linea dell'orizzonte del Golfo di Sant' Eufemia ,
che sempre nel mese di dicembre sono negli occhi di chi si affaccia
dai balconi e dai muretti di Gizzeria; l'accomunarsi della gente di un
paese che non supera i tremila abitanti verso i dolori di chi si
conosce da una vita intera: sono questi in paese i temi che porteranno
a vivere il Natale, senza sperperi o gare di alberi infiocchettati, ma
le campane, la chiesa, il presepe vivente, lo sguardo degli amici, il
silenzio.
In questo contesto, il concerto organizzato dalla scuola, si inserisce
come nota gioiosa e coinvolgente che avvicina la gente alla scuola
stessa, dona ai ragazzi la sensazione di poter essere protagonisti del
proprio territorio e si pone come un'occasione di incontro e quindi di
crescita sociale. Momenti di cui si sente un bisogno forte in questo
territorio spesso abbandonato e che si "ritrova" proprio quando si
svolgono queste significative iniziative che vedono protagonisti i
bambini.
Maria Rosaria Folino
17/12/2005 Il quotidiano della Calabria
Si è svolta la riunione dei rappresentanti del movimento
giovanile dell'Udc. Una linea politica alternativa Elogiato l'operato
politico del segretario regionale Francesco Talarico.
Si è svolta la riunione dei rappresentanti Udc per
esaminare l'attuale situazione politica, regionale e locale, e
delineare i prossimi importanti appuntamenti.
All'incontro hanno preso parte: Andrea Russo, Andrea Raso, Gennaro
Caterina e Vincenzo Calabria, componenti del movimento giovanile e del
comitato provinciale; Rino Calabria, Giovanni Calabria e Marco Roppa,
membri del movimento giovanile e del comitato regionale; Antonio
Caterina, assessore alla comunità montana del Reventino; Michelangelo
Calabria, Giuseppe Cicco e Giuseppe Cacozza, dirigenti sezionali;
Pietro Statizzo, membro della segreteria nazionale giovanile; Pietro
Raso e Carmelo Roppa, dirigenti provinciali; Maurizio Arcieri,
dirigente regionale.
Sul tavolo della discussione l'esamina dei temi predominanti lo
scenario politico, fornendo innanzitutto un consuntivo della visita in
Calabria del presidente Pierferdinando Casini e del segretario Lorenzo
Cesa.
"L'evento è stato il giusto riconoscimento ha tenuto a precisare
Stanizzo ai risultati elettorali conseguiti e ad una classe
dirigente regionale qualificata, che sta coinvolgendo, cosi come
sottolineato nel meeting lametino, i moderati, i centristi e i
fuoriusciti dalle file dei partiti del centrodestra che stentano a
riconoscersi in Prodi e nel centro-sinistra". La discussione si è poi
allacciata in modo più approfondito sull'operato dell'Udc in Calabria.
"Il nostro partito ha continuato Stanizzo sta proponendo una linea
politica nuova, compatta e alternativa all'attuale gruppo di governo,
attualmente distintosi soltanto per la mancanza di dialettica
interna. Nei contenuti della dottrina Udc, invece, c'è la sintesi
delle varie componenti sociali e le istanze degli iscritti. Una
partecipazione, assolutamente condivisa, voluta dal segretario,
Francesco Talarico, le cui capacità manageriali e politiche a Gizzeria
lo hanno portato ad essere, nelle ultime competizioni elettorali, il
primo dei candidati eletti. Un esito che ci inorgoglisce, se si
considera che in passato, quando si potevano attribuire più
preferenze, il primo eletto riportava circa 500 600 voti, il che in
percentuale è un dato assai minore". Il dibattito è poi proseguito su
argomenti di natura locale.
Nell'analisi delle urgenze, i presenti hanno indirizzato la propria
attenzione verso le famiglie disagiate, "per le quali occorre tanto
individuare le cause quanto sostenerle con un programma di
integrazione diretto soprattutto ai bambini, aiutandole possibilmente
con un contributo economico. Importante è anche favorire
l'associazionismo e il volontariato".
In ultimo, ma non in ordine di importanza, i presenti hanno deciso per
l'imminente apertura di una sede, capace di accogliere le idee di
tutti ed erigersi a punto di incontro per lo sviluppo di progetti
tendenti a migliorare la qualità della vita.
Una soluzione sollecitata, in particolare, dal movimento giovanile, i
quali hanno invitato i partiti del centrodestra a strutturarsi,
prevedendo il gruppo giovanile e femminile, in vista delle prossime
rilevanti scadenze elettorali.
r.l.
6/12/2005 Il quotidiano della calabria
Congresso della sinistra giovanile a Gizzeria
Francesco Palmieri guiderà la sinistra giovanile a Gizzeria
che si è costituita ufficialmente con un congresso al quale hanno
partecipato il segretario provinciale Davide Zicchinella, il
responsabile organizzativo Luca De Fazio e il componente provinciale
Antonio Belsito.
I lavori congressuali sono stati introdotti dal giovane dirigente
Antonio Belsito che ha parlato di "una sinistra giovanile quale
contenitore di idee universali che, quindi, non hanno colore politico
e di un impegno morale e civile genuino che possa far del domani un
lieto tempo". A seguire, l'intervento del segretario provinciale
Davide Zicchinella il quale nell'esprimere compiacimento per la nuova
formazione giovanile ha sottolineato:"Il fine della Sinistra giovanile
è sociale, di altruismo morale ed etico fare".
Una solidarietà sociale genuina e sentita è stata il leit motiv del
congresso al quale hanno preso parte molti giovani con interventi di
alta levatura morale e ampio senso critico costruttivo.
Compiutasi la fase degli interventi, i lavori congressuali hanno visto
la individuazione dei candidati a segretario e la successiva
votazione. All'unanimità è stato eletto quale responsabile della nuova
formazione di sinistra giovanile il giovane Francesco
Palmieri. Emozionato ma nello stesso tempo inorgoglito dall'impegno ha
affermato: "Sono estremamente felice di poter contribuire alla
fermentazione di idee utili per la collettività tutta ma soprattutto
grato di poterle condividere con chiunque senta il bisogno di una sana
rigenerazione di una realtà e di un tempo che, spesso, offre guerre e
personalismi". Il congresso si è concluso con l'applauso finale per il
nuovo segretario ma soprattutto quale auspicio per un proficuo impegno
civile e morale della nuova formazione giovanile.
Il circolo della Sinistra giovanile di Gizzeria, per scelta unanime,
sarà dedicato a Peppino Impastato, giovane dal nobile animo e dal
cuore puro che ha speso la vita lottando contro la mafia e la dannosa
omertà affinché potesse prevalere la legalità quale principio
'garante' del sano vivere.
6/12/2005 Il quotidiano della calabria
Sarà presentato domenica prossima dal centro
studi
tradizioni popolari Pronto per il calendario "Jazzarotu"
C'è grande attesa a Gizzeria ed in tutto il
comprensorio per
la presentazione del "Calendario Jazzarotu".
Il Centro Studi Ricerche e Tradizioni Popolari presieduto
da Michele
Maruca Miceli, ha organizzato per domenica prossima la
presentazione
della VIII edizione del calendario jazzarotu, un documento
molto
prezioso e caratteristico e che non è un
comune calendario da
appendere al muro ma più che altro è
un documento storico da leggere
attentamente e da conservare gelosamente.
Le pagine del calendario, oltre a riportare i dodici
mesi dell'anno,
sono ricche di notizie e di avvenimenti vari: è
un autentico
contenitore ricco di notizie, di fatti, di storia ,di
usanze e
aneddoti del circondario di Gizzeria corredato da numerose
foto
storiche.
Alla manifestazione di domenica prossima, patrocinata
dall'Amministrazione comunale del luogo, dall'Amministrazione
provinciale di Catanzaro e col contributo della comunità
dei monti
Reventino-Tiriolo-Mancuso , che si svolgerà
nella chiesa della
SS. Annunziata con inizio alle ore 17,00, parteciperanno
il
vicepresidente della provincia Mario Magno, l'assessore
provinciale
Giuseppe Siriani, il presidente della comunità
montana Giacomo Muraca,
il consigliere provinciale e sindaco di Tiriolo Luigi
Puccio, il
sindaco di Gizzeria Michele Rosato, il parroco don Luigi
Tallarico, il
dirigente scolastico di Gizzeria Francesco Cirillo, il
ricercatore-
scrittore medico universitario Emilio Rosato. I lavori
saranno
introdotti da Michele Maruca Miceli mentre la relazione
di base sarà a
cura di Gaspera Caputo, medico, studioso ed apprezzato
ricercatore
storico.
Nel corso della stessa manifestazione sarà
assegnato anche il premio"
Gizzeriacultura" , giunto alla quarta edizione e
che consiste nella
consegna di un particolare riconoscimento a quei concittadini
che si
sono distinti in arte, cultura e folklore elevando con
la loro
professione anche il nome del loro paese natìo.
Quest'anno il
riconoscimento "GizzeriaCultura" sarà
assegnato alla memoria dello
scrittore, poeta e saggista del luogo Italo Palmieri.
Prima di questo
importante appuntamento il presidente del Centro Studi
Ricerche e
Tradizioni Popolari Michele Maruchi Miceli, autore del
calendario
nonchè collaboratore di alcune riviste di
storia locale, ha spiegato
brevemente il contenuto di questo prezioso documento :
"Il calendario
jazzarotu, come ci dice lo stesso nome, ha lo scopo di
riscoprire il
passato, le antiche usanze, gli antichi proverbi della
nostra gente o
meglio della tradizione popolare di Gizzeria per farle
nostre e
poterli trasmettere poi alle nuove generazioni. Sono stato
sostenuto
in questo lavoro anche dall'insegnante Patrizia Pallone
che mi ha
aiutato nella catalogazione e ricerca del materiale. Infatti
chi ha la
fortuna di avere conservato gelosamente anche le vecchie
edizioni del
nostro calendario oggi si trova in possesso di un infinità
di notizie
storiche, informazioni curiose, ricette, profili di personaggi
storici
ed altro, che potrà trasmettere ai suoi figli,
ai suoi nipoti per non
far dimenticare il passato della nostra gente, i sacrifici
dei nostri
genitori ma soprattutto le antiche saggezze".
f.f.
3/12/2005 Il quotidiano della Calabria
Soddisfazione dell'Udc dopo la delibera favorevole
all'ente intermedio lametino
«Doveroso aderire alla Provincia»
"Il sostegno alla costituzione della provincia di
Lamezia
Terme è un atto doveroso nei confronti di
una città, che conta enormi
potenzialità di crescita e di sviluppo":
è quanto rimarcano gli
esponenti dell'Udc di Gizzeria, Giuseppe Cacozza, presidente
del
consiglio comunale, Pietro Raso e Carmelo Roppa, assessori
comunale e
dirigenti provinciali, e Michelangelo Calabria, dirigente
sezionale
nonché assessore comunale, a seguito della
delibera comunale a
sostengo dell'istituzione della provincia di Lamezia Terme,
approvata
nell'ultima seduta del civico consenso di Gizzeria.
"Molti avvertono la necessità di rendere
la città più autorevole, per
dare maggiore concretezza ai progetti dell'hinterland
sostengono gli
uddiccini poiché potenziando la
quarta città della Calabria, l'intero
comprensorio avrà maggiori risorse da gestire
e spendere sul proprio
suolo. Con la fondazione della provincia lametina sarà
riequilibrato
quell'assetto regionale che al momento risulta spostato
verso il
cosentino e il reggino, a discapito di una zona centrale
che, invece,
dovrebbe fungere da fulcro per l'intera Regione. Si è
spesso parlato,
difatti, di Catanzaro come la "cerniera" della
Calabria continuano
Raso, Roppa, Cacozza e Calabria - ma, in effetti, tale
definizione
trova pochi riscontri nell'atto pratico.
Rafforzando Lamezia Terme, invece, la zona potrebbe realmente
erigersi
a vera "cerniera" le strutture tornerebbero
ad assumere quel ruolo
centrale, mentre dall'altro lato si potrebbe realmente
avviare
un'attiva sinergia tra le istituzioni e i cittadini. Un
connubio,
ancora non bene assestato, ma necessario per diminuire
i disagi,
valorizzare le vocazioni naturali del territorio, innalzare
l'economia
e, soprattutto, aprire nuovi sbocchi occupazionali.
La decisione di Lamezia Provincia, dunque
concludono i quattro
esponenti dell'Udc della sezione di Gizzeria - è
un atto
indispensabile per irrobustire il territorio, arrecando
fortune a
Lamezia e a Catanzaro, e aumentare i benefici, che indistintamente
toccherebbero a tutti i paesi dell'hinterland".
e. c
1/12/2005 Il quotidiano della Calabria
A Gizzeria si dimette il consigliere Rosato
Dimissioni per un altro consigliere.
Martedì consiglio comunale si vociferava
ufficiosamente della
decisione del consigliere Marino Rosato di abbandonare
la propria
carica.
Ieri la notizia ufficiale delle sue dimissioni. Rosato
si aggiunge
adesso alla lista di chi ha abbandonato la maggioranza:
P. Sauro,
Crapis, Palmieri, e ora, Rosato.
Intanto nella seduta di ieri, oltre all'assenso di Gizzeria
al
progetto di Lamezia provincia, ha tenuto banco tra i tavoli
del
consiglio la discussione del punto otto cioè
la concessione in
gestione dell'impianto sportivo in località
Campoienzo. La struttura
sportiva polivalente che il comune di Gizzeria ha in progetto
di
rendere fruibile dai propri cittadini.
In relazione a ciò, l'assessore comunale
Calabria e il capogruppo Ds
Trapuzzano hanno formulato la proposta di realizzare uno
schema di
convenzione che "si addica alla realtà
di Gizzeria". E' stato
richiesto che vi sia a breve una riunione tra i capigruppo,
un
assessore, eventuali presidenti di società
sportive interessati, per
determinare costi e modalità organizzative.
Il punto all'ordine del giorno quindi è
stato rinviato con l'impegno
di una urgente realizzazione e la convocazione di un nuovo
consiglio
non oltre il 10 dicembre.
Maria Rosaria Folino
30/11/2005 Il Quotidiano della Calabria
Il consiglio comunale ha deliberato per l'istituzione
dell'ente
intermedio. Contrari i democratici di sinistra
Lamezia Provincia, arriva il sì di Gizzeria
Adesione anche al pdl del centro studi "Lazzati"
Gizzeria- Sì a Lamezia provincia, "
Se si potesse votare con un
battito di cuore, io stasera batterei il mio cuore per
l'istituzione
della provincia di Lamezia Terme", un assenso del
presidente del
consiglio comunale Giuseppe Cacozza che si è
accomunato al voto
favorevole di altri sette consiglieri comunali: Raso,
Roppa, Sauro,
Cerra, Argento, Calabria, Ruperto, voti tutti motivati
e "sì" convinti
che hanno dato fiducia alla città di Lamezia
ed espresso emozioni
sincere verso la città faro della Piana da
cui tutti i paesi si
aspettano luce e futuro.
Presente alla seduta del consiglio comunale Francesco
Grandinetti,
fautore e paladino del progetto reso quasi concreto di
vedere Lamezia
assurgere a provincia. Grandinetti ha preso la parola
su invito del
sindaco Rosato ribadendo il progetto di unificare il territorio
del
lametino "per ridare la speranza ai nostri luoghi,
impulsi nuovi e
coesi. Proteggere meglio il nostro territorio dalla criminalità
organizzata e il malaffare, rendere giustizia ad una piana
che può e
deve dare sviluppo e democrazia".
Tra gli undici consiglieri presenti, otto hanno votato
sì, il sindaco
di Gizzeria come aveva già annunciato, si
è astenuto dalla votazione
lasciando libero il suo consiglio di decidere e prendendo
atto
"dell'importanza che il tema ha per i cittadini di
Gizzeria", ha
dichiarato di non essere mai stato sfavorevole all'idea
di Lamezia
provincia anche se a volte ha espresso delle perplessità
verso il
progetto politico della provincia di Lamezia. Il capogruppo
dei Ds
Sergio Trapuzzano e il consigliere Caterina, rappresentante
della
comunità montana hanno votato per il no.
Trapuzzano dei Ds ha ribadito
che "E' innegabile che il progetto tende a valorizzare
Lamezia e il
lametino, ma gli interventi che per ora la provincia può
apportare al
territorio a livello istituzionale sono minimi, penso
che la
disoccupazione o la mancanza di stimoli non possono essere
debellati
dalla realizzazione della provincia di Lamezia, ben altri
devono
essere gli interventi".
Significativo l'intervento dell'assessore Calabria "all'inizio
io ero
scettico sul progetto di istituire la provincia di Lamezia
Terme, poi
mi sono reso conto che ci sentiamo più lametini
noi dell'hinterland
che quelli di Lamezia stessa. ho sentore che è
il politico di Lamezia
che non vuole Lamezia provincia, l'amministrazione di
Lamezia si è
espressa in maniera favorevole ma la politica di Lamezia
no", ha
aggiunto poi: "molte responsabilità
oggi del mancato decollo di
LameziaTerme è dovuta proprio a Lamezia Terme".
Tra le polemiche, la discussione interminabile di 14
punti all'ordine
del giorno e il coinvolgimento sincero dei consiglieri
comunali:
Francesco Grandinetti ce l'ha fatta, anche Gizzeria ha
detto "sì",
così come il progetto di legge del centro
studi Lazzati del giudice De
Grazia che prevede il divieto di propagande elettorale
per i
sorvegliati speciali.
Maria Rosaria Folino
24/11/2005 - il quotidiano della calabria
Pareggio a Catanzaro Lido nella prima giornata della
squadra allenata
da Mario Mete. Si aspetta la consegna del campo di Mortilla
Positivo debutto in serie D per l'As Gizzeria calcio
a
GIZZERIA - Il grande debutto nel girone C di serie D sabato
scorso a
Catanzaro Lido presso la palestra Giovino, per "
L'associazione
sportiva Gizzeria calcio", la compagine calcistica
di calcio a cinque
fondata a settembre da Valentino Raso, Silvio Ciraudo,
Pietro
Stanizzo,Giovanni Calabria, Antonio Arcieri, Christian
Raso e
Francesco Ianni, e dal medico sociale Francesco Chirillo.
Fanno parte della rosa dei calciatori: Tomas Falvo, Andrea
Scalercio,
Gaetano Mete, Ubaldo Falvo, Davide Maruca, Silvio Ciraudo
Christian
Raso,Gino Pugliese, Antonio Arcieri,Valentino Raso, Francesco
D'Ambrosio e Gianni Paola. L'allenatore, è
la vecchia gloria sportiva
del "Gizzeria", Mario Mete con esperienze di
calciatore nel
Sambiase. La squadra ringrazia gli sponsor di Gizzeria,
i commercianti
e le ditte che hanno dato un aiuto finanziario e hanno
fatto sì che il
team sportivo abbia potuto avviare la sua avventura.
La partita giocata a Catanzaro nei giorni scorsi ha avuto
inizio con
un avvio incandescente per la squadra del Gizzeria che
è passata
subito in vantaggio nei primi cinque minuti con Maruca,
raddoppiando
poi con Ciraudo e ancora con Maruca. Sebbene un inizio
così clamoroso
il secondo tempo ha visto un sostanziale recupero della
squadra di
casa che è riuscita a portare il pareggio
a tempo quasi scaduto. La
partita è terminata sul 5 a 5 e la squadra
del Gizzeria promette per
il futuro giornate al vetriolo. Intanto i giovani del
Gizzeria calcio
si aspettano di poter giocare e allenarsi nel proprio
territorio, un
campetto per il calcio a 5 è infatti in via
di ultimazione nella
contrada " Mortilla".
Maria Rosaria Folino
23/11/2005 Il quotidiano della Calabria
Il sindaco Michele Rosato ha annunciato il provvedimento
per motivi igienico-sanitarie La moschea rischia la chiusura
La piazza della frazione Mortilla intitolata ai caduti di Nassiriya
Mortilla, la popolosa frazione del comune di Gizzeria
che
accoglie al suo interno una numerosa colonia di extracomunitari
è il
simbolo di due anime, anzi .il simbolo di una regione
che riesce pur
con i suoi problemi a far fronte a situazioni difficili.
L'inserimento di persone provenienti da diverse realtà
territoriali,
exracomunitari, gente che arriva da paesi non facenti
parte della
comunità europea è un problema
che non solo la Calabria si pone, ma
che l'Italia e l'Europa ha ormai da molti anni e affronta
ora, con il
senso di confusione e di sospetto che purtroppo le vicende
storiche
degli ultimi periodi hanno reso dominante.
Il periodo storico è quello del sospetto
e della reazione, quello
dell'intolleranza e del credere che vi siano guerre giuste
che
risolvano i problemi. Ma c'è ancora chi pensa
che non vi possano
essere guerre giuste, che la giustizia non può
nascere dal sangue e
dal sacrificio di gente povera, non può nascere
democrazia e giustizia
sociale da case frantumate e da bombe al fosforo.
Una società libera non può
nascere da famiglie che vedono spezzate in
un attimo sogni, abitudini, sentimenti e speranze.
Gente di altre terre, con mentalità diverse
da quelle occidentali,
difficili da capire, che creano spesso un senso di rifiuto
per
abitudini incomprensibili, vive tra la gente di Calabria,
molti sono
ospitati nei cpt, centri di permanenza temporanea, piccoli
lager dove
avviene una prima identificazione, molti vengono espatriati,
molti
altri trovano posto nelle " colonie" di chi
già ha "faticato" una
sistemazione conducendo con sé anche le famiglie.
Mortilla è uno di
questi posti, vaste comunità provenienti
in special modo da città del
Marocco vivono tra la gente del luogo, frequentano gli
stessi
ambienti, pagano gli affitti degli appartamenti.
Ma sono ben lontane le immagini europee di donne islamiche
che
interagiscono con la gente del luogo.
Qui, l'unico organismo che mantiene un contatto con la
popolazione
extracomunitaria è la scuola, dove ancora
i bambini sono privi di
sovrastrutture e condizionamenti e si sorridono e si tengono
per mano
senza preconcetti, dove si impara insieme l'italiano e
si scoprono le
prime sillabe per leggere e scrivere, dove si imparano
insieme le
canzoni per il Natale o si sta a casa per festeggiare
il Ramadam, e si
ride e si gioca.
Sempre a Mortilla, si è inaugurata giorni
fa una piazza, dedicata agli
"Eroi di Nassiriya", quei poveri ragazzi morti
per una guerra
"moderna" il 12 novembre 2003, eroi davvero,
per aver lasciato la
propria giovinezza sulle strade aride del medio oriente.
A Mortilla, a
pochi metri da piazza "Eroi di Nassiriya" che
giorni fa ha visto la
presenza del sindaco di Gizzeria Michele Rosato, del viceministro
Tassone e del sottosegretario Galati dell'Udc, degli assessori
provinciali Sirianni e Capellupo, del vicepresidente alla
provincia
Magno, del sindaco di Falerna Daniele Menniti, della senatrice
Ida
d'Ippolito di Fi e dell'assessore al comune di Lamezia,
De Sensi
Sestito, c'è la più vasta moschea
della Calabria, dove da anni la
gente islamica ogni venerdì si raduna per
i propri riti e dove i
bambini dell'islam si recano a pregare con i loro padri.
Sono sorte numerose polemiche sulla moschea di Mortilla,
il sindaco di
Gizzeria lascia capire che si ha intenzione di chiudere
il luogo di
culto "perché è un fabbricato
in parte abusivo, non idoneo a funzioni
religiose" pertanto per ragioni igienico sanitarie
e per maggiore
sicurezza, lascia intendere il primo cittadino di Gizzeria,
presto ci
saranno dei provvedimenti. C'è piazza "Eroi
di Nassiriya" a Mortilla,
è c'è una moschea che accoglie
uomini di altre terre e altre fedi, e
c'è una scuola che interagisce con tutti
e riesce a dialogare con gli
extracomunitari,ci sono famiglie e donne con le mani dipinte
con
l'hennè,e magazzini per il commercio.
C'è una Calabria nella piana di Lamezia
che deve organizzarsi e può
crescere, nella diversità, nella legalità,
e con progetti coraggiosi.
Maria Rosaria Folino
4/11/05 Il quotidiano della Calabria
La decisione adottata da un comitato di cittadini
dopo la rimozione della vecchia stele Una corona al posto della
lapide.
Continua la polemica dopo "le picconate" dell'amministrazione
comunale
GIZZERIA - Una corona posta in piazza dei Martiri testimonia
il senso
di vuoto lasciato dalla lapide dei martiri della prima
guerra mondiale
Gizzeria è pervasa dai colori, come non
mai, dai muri del paese
occhieggiano vividi manifesti giganti. Accanto al cartellone
del circo
"Zavatta" che invita alla visione di maghi,
trapezisti e ballerine, ci
sono i manifesti arancioni e gialli, fosforescenti, affissi
dal comune
di Gizzeria, non per invitare a convegni o dibattiti,
guidare la gente
verso una coscienza sociale, o ad incontri pubblici per
riflettere
sulla morte di Francesco Fortugno, ma per screditare la
stampa e la
sua libertà, con colpi di coda sconnessi.
Redarguire l'opposizione che
fa il suo dovere:si oppone! Come si addice ad un comune
democratico e
libero. Riappare la passione politica, il torpore che
invadeva il
paese, assuefatto dal nulla, si sta lentamente sfaldando.
I martiri
della grande guerra, forse hanno sortito il miracolo,
hanno scosso gli
animi della gente, che ancora non sa darsi pace per una
decisione
affrettata e inconsulta di una amministrazione comunale
che dall'oggi
al domani piccona i monumenti del centro storico. E in
occasione del
quattro novembre, un comitato libero di cittadini del
paese, ha deciso
di rendere omaggio allo spazio vuoto lasciato da una lapide
posta ora
chissà dove, con una corona in ricordo del
grande sacrificio di uomini
antichi avvenuto tanti anni fa, caduti in una guerra,
quella del 1915,
1918 che porta alla memoria un dato drammatico: oltre
otto milioni di
morti e ventuno milioni di feriti. Una guerra che mise
in ginocchio
l'Italia , e ancor di più la Calabria, un'inutile
strage, che fu non
solo ecatombe di tanti innocenti, ma preludio di nuovo
odio e nuove
crudeltà che ebbero come esito dittature
disumane e una seconda immane
conflagrazione mondiale.
Gizzeria non avrà più "Piazza
dei Martiri", la vecchia lapide di marmo
troverà spazio nello slargo del "monumento
ai caduti di tutte le
guerre" dietro una panchina di legno, attaccata ad
un muro di cemento
aggredito dall'edera.
Piace ricordare ancora una giornata di tanti anni fa,
il 6 marzo 1928,
descritta nell'antico documento testimonianza della festa
in onore ai
caduti della grande guerra, quando Gizzeria trasformò
piazza
dell'Annunziata in Piazza dei Martiri: "Gizzeria
si sveglia con la via
principale riccamente e artisticamente addobbata di bandiere
e drappi.
Piazza dell'Annunziata, ove avrà luogo la
fausta cerimonia, è trasformata in una
magnifica galleria; La grande lapide, coperta d'un drappo
tricolore,
è oggetto d'ogni amorosa cura. La musica
locale percorre le vie del paese e negl'inni ri-porta
il canto della
Patria... Un fremito passa da un estremo all'altro di
Gizzeria e ha
un'eco nel cuore, come un richiamo delle battaglie vinte;
in alto,
sull'aer terso, si sente aleggiare l'anima degli Eroi".
Maria Rosaria Folino
1/11/05 Il quotidiano della Calabria
Una caporetto per la lapide dei martiri di Gizzeria
Per anni ed anni, immutati, inamovibili, imperterriti
i loro nomi
erano rimasti lì, segnati sulla stele di
marmo a futura memoria, quasi
ad ammonirci il silenzio che dall'alto , generosi, comprensivi,
ci
elargivano. Un silenzio percepito a volte se alzavi lo
sguardo e quei
nomi, quasi remoti, ti suggerivano che la vita sta tutta
nella dignità
di esistere, nella dignità di essere e in
quella di divenire. Da
ragazzi ci siamo chiesti a chi appartenessero quei nomi
incisi li
sopra dalla storia; erano nomi tenui, scoloriti, diafani:
il tempo e
null'altro li aveva resi così, per noi ragazzi,
misteriosi, lontani:
Sergente maggiore, Caporale, Soldato semplice ¦.con
orgoglio si
mostravano ai nostri occhi indagatori e, certi, comunque,
che un
giorno li avremmo, infine, riscattati da quel loro destino
di
pietrificati. "Trieste, il Piave, Caporetto¦
non passa lo
straniero¦.resistere, resistere, resistere
si convinceva Cadorna. Ma
li dove non potè l'imperversare degli anni
ed il brando straniero potè
invece la mano barbara, lo scalpello che schiodò
la pietra dal muro:
giometrucoli d'importazione, imberbi, scoloriti dal fiato
del padrone
hanno ordinato di picconare il muro e scollare dalla stagione
della
storia quei nomi eroici che da bambini ci avevano fatto
viaggiare
nell'immaginario lungo della "Patria"¦le
trincee, la neve, l'assalto
con la baionetta, i pidocchi, la fame, le gallette¦milioni
di uomini
morti alla vita e alla giovinezza e alle famiglie per
un nome che
appena sapevano scrivere se non (solo) col proprio sangue
"Patria". Da
scolari il, il maestro, il 4 novembre, ci portava a glorificare
la
memoria. Mio zio Agostino tutti gli anni, mentre reggeva
altero il
tricolore, faceva cadere da quegli occhi ceruli di vecchio
una lacrima
grossa che da sola sarebbe bastata ad affogare nell'ignoranza
questi
amministratori che, oggi con mazza e scalpello credono
di rinnovare la
storia facendo scempio di una, ormai, vecchia e indecorosa
lastra di
marmo che non era più ardimentosa di fronte
all'ardire moderno e
modernista della nostra amministrazione comunale, e invece
di
picconare la materia grigia dei depuratori, dell'acqua
non potabile,
della cementificazione delle spiagge, della trasparenza,
della
legalità, della democrazia picconano quei
poveri inermi che la storia
ci aveva consegnati come monito, come esempio di dignità
da dare ai
nostri figli. Ma se è vero che la storia
(come ripeteva una canzone
dei miei anni giovanili) siamo noi io mi vergogno di non
essere più
io.
Mario Trapuzzano
1/11/2005 Il quotidiano della Calabria
Campagna di sensibilizzazione sull'educazione stradale
Abituarsi al rispetto delle regole
La polizia municipale, ha organizzato una giornata di
sensibilizzazione sull'educazione stradale e sul modo
corretto di
comportarsi guidando i motoveicoli. Un incontro ben gestito
dal
responsabile di Polizia municipale Franco De Fazio, dalle
autorità
intervenute al dibattito e dal parroco del paese don Luigi
Talarico,
sempre presente quando c'è da sensibilizzare
la cittadinanza su
problemi che riguardano la collettività.
L'incontro sul tema
"educazione stradale" si è tenuto
nei locali del salone parrocchiale
alla presenza del sindaco di Gizzeria Michele Rosato,
del dirigente
scolastico dell'Istituto Comprensivo di Gizzeria Francesco
Chirillo,
dell'assessore alla cultura Michelangelo Calabria, Sergio
Trapuzzano
capogruppo Ds al comune di Gizzeria, Giuseppe Palmieri
della polizia
municipale.
Ha avviato il dibattito il responsabile dell'ufficio
di polizia
municipale De Fazio congratulandosi per i comportamenti
corretti dei
ragazzi di Gizzeria, molti dei quali usano costantemente
il casco
nelle loro scorrerie in moto, rammarico ha espresso invece
per molti
genitori che , a detta di De Fazio " sarebbero dovuti
intervenire in
modo cospicuo all'incontro e avrebbero dovuto affiancare
le
istituzioni nella guida ai comportamenti corretti da tenere
sulla
strada, purtroppo-ha commentato De Fazio- assistiamo ad
una inversione
di tendenza, i ragazzi ascoltano e seguono le indicazioni
dei vigili
urbani, molti genitori hanno invece dei comportamenti
scorrettissimi,
anche quando prelevano i figli da scuola non indossano
mai il casco,
dando loro un cattivo esempio e impartendo comportamenti
scorretti e
condizionanti". Ha ricordato ancora De Fazio di aver
voluto
organizzare una "serata sulla prevenzione e non sulla
repressione
anche se le nuova norme del codice stradale indicano come
rimedio a
comportamenti scorretti la confisca dei motoveicoli".
Il sindaco,
Michele Rosato, è intervenuto dichiarando
che " si deve alzare il
grado di civiltà del paese mantenendo comportamenti
che non possano
nuocere a se stessi e alla collettività",
"vogliamo stimolare la buona
educazione dei centauri", ha dichiarato Rosato. Sergio
Trapuzzano,
capogruppo Ds in qualità di ufficiale sanitario
ha elencato i pericoli
che corrono i ragazzi nel non rispetto delle norme di
sicurezza, le
gravi lesioni che possono essere provocate al proprio
corpo, alcune
irreversibili. Il dirigente dell'istituto comprensivo
di Gizzeria
Francesco Chirillo ha ricordato che "tutti dobbiamo
intervenire per
impartire comportamenti corretti", e che "l'istituto
sentendosi
coinvolto in questa forma di prevenzione, già
dallo scorso hanno ha
indetto un corso per il conseguimento del patentino per
i ragazzi che
hanno compiuto i 14 anni, " un'età-
ha dichiarato- che è
indispensabile rispettare, pensare di poter abituare i
bambini all'uso
sconsiderato dei motocicli è diseducativo".
Numerose infatti in platea
le polemiche sull'uso di alcuni motocicli che stanno prendendo
il
sopravvento nelle giovani generazioni, "le pubblicizzate
minimoto"
motoveicoli non omologati, pericolosissimi e inutili che
hanno solo il
compito di abituare i bambini a comportamenti scorretti
e ad avviarli
verso un consumismo da emulazione, un " bruciare
le tappe " con
inutili acquisti che possono portare a conseguenze disastrose.
La
cerimonia ha avuto fine con la premiazione del motociclista
più
corretto, il giovane Italo Palmieri.
Maria Rosaria Folino
26/10/2005 - "Il quotidiano della Calabria"
Si è svolto il convegno a Caposuvero
promosso dalla fondazione sulla sussidiarietà
La flessibilità favorisce l'occupazione
Saladino (Need srl): «In Calabria c'è
la cultura del posto e non del lavoro»
GIZZERIA- La flessibilità' è
uno strumento ottimale per favorire una
maggiore occupazionalità, con un doppio effetto
economico vantaggioso:
può migliorare la qualità di
alcuni servizi e contribuire alla
riduzione della spesa pubblica. Lo ha spiegato Antonio
Saladino,
presidente Need srl, all'apertura del convegno promosso
dalla
prestigiosa fondazione per la sussidiarietà
che ha organizzato
l'iniziativa dal tema: "La flessibilità
nella pubblica
Amministrazione" che si è svolto lunedì
scorso a Caposuvero ed al
quale hanno partecipato esperti del settore, quali Francesco
Verbaro,
direttore generale ufficio personale delle pubbliche Amministrazioni
-
dipartimento della funzione pubblica - presidenza del
Consiglio dei
ministri, Valentina Lo Storto magistrato del Lavoro, Antonio
Viscomi
professore ordinario di diritto del Lavoro
università di Catanzaro,
Antonio Pileggi, professore ordinario di diritto del Lavoro
università di Cassino e Paolo Benesperi dei
democratici di
sinistra. Secondo Saladino, l'occupazione "significa
rendere libere le
persone: il lavoro infatti è la condizione
di libertà: ogni uomo ha
bisogno di lavorare per sentirsi persona viva, parte di
una umanità
vivente. Ecco perché è indispensabile
cancellare l'idea del lavoro
come guinzaglio tenuto al collo di chi ha bisogno e la
concezione
delle opportunità di lavoro come oggetto
di lottizzazione burocratica
e politica. E' da questa concezione di sè
e del proprio lavoro che
nasce il principio di sussidiarietà nei confronti
del cittadino, che
passa da soggetto che deve essere assistito e controllato
da parte
delle istituzioni a soggetto la cui libera azione è
considerata, di
per se stessa, una risorsa per la società.
Quello che stiamo
realizzando da anni in Calabria ha ribadito
Saladino è di dar vita
a un grande progetto sociale, che dia una significativa
risposta
occupazionale, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione,
dagli
ammortizzatori sociali alla legge Biagi, per evitare lo
scempio, che è
un vero e proprio insulto al Padre Eterno, di restituire
alla Comunità
economica europea 750 milioni di euro messi a disposizione
e non
utilizzati. Anche perché tutto ciò
non si pensi ingenuamente legato ad
una mancanza di progettualità (i progetti
ci sono) piuttosto è una
situazione legata alla solita mentalità di
vedere che fa uno e che fa
l'altro, e quindi vedere come contrastarlo: la solita
logica dei veti
incrociati che paralizzano la regione". Una situazione
che è condita
sistematicamente dall'arrivo dell'"oriundo",
ha insistito il
presidente della Needs & partners, "il mega consulente
che arriva da
fuori regione, che però puntualmente non
mette a punto il
fusorario. Mai come in questo momento- ha aggiunto Saladino-
ha senso
la frase di Thomas Merton che diceva che la tragedia del
nostro tempo
non sono le opere dei malvagi, quanto le inutilità
delle opere dei
buoni: ecco perchè è indispensabile
cambiare la mentalità, perchè
il
problema è antropologico: ed il nostro lavoro
è proprio quello di
creazione una nuova mentalità, attraverso
un'educazione nuova, che
riesca a sfondare il substrato culturale di una terra
come la
Calabria, dove non esiste la cultura del "lavoro",
ma la cultura del
"posto". La nostra opera è quella
di creare uno sviluppo sano (non
compromesso da legami equivoci) ed equilibrato (la Calabria
non ha
bisogno di cattedrali nel deserto, vedi Sir, Saline Ioniche,
cioè di
realtà che creano uno squilibrio del territorio
e quindi favoriscono
il sistema mafioso), che genera lavoro e quindi restituisce
la libertà
all'uomo. Solo così la Calabria potrà
riacquistare la propria
libertà".' Ed un medoto per favorire
l'occupazione è rappresentato
proprio dalla flessibilità. "Una flex
secutirity - ha precisato
Saladino - che significa non una flessibilità
selvaggia e soprattutto
rigida, ma una flessibvilità che tuteli il
lavoratore". Il
prof. Verbaro ha poi illustrato i vari aspetti della flessibilità
sia
all'interno delle strutture della pubblica amministrazione
sia nei
contesti con soggetti esterni nell'ambito
dell'esternalizzazione. Valentina Lo Storto ha poi evidenziato
alcuni
aspetti normativi e previdenziali della flessibilità,
in particolare
ha sottolineato come i contratti di somministrazione pur
con dei costi
superiori sono quelli che garantiscono una copertura previdenziale
identica a quelle del lavoro subordinato. "La flessibilità
- ha detto
- è positiva ma non deve diventare patologia.
Resta in ogni caso
valido il criterio della responsabilità del
pubblico amministratore".
Numerosi sono stati poi gli interventi di amministratori
che hano
preso parte al convegno. Tra i presenti il sindaco di
Lamezia Gianni
Speranza, insieme a tutti i suoi assessori comunali, la
senatrice di
Forza Italia Ida D'Ippolito, e numerosi dirigenti regionali.
13/10/2005 "Il quotidiano della Calabria
Numerosi gli interventi al dibattito organizzato da
Proitalia
sull'ipotesi dell'ente intermedio lametino Gizzeria s'interroga
sulla
Provincia.
Cacozza: «La questione in consiglio o mi dimetto".
Cerra
lascia l'assessorato
Molto partecipata la conferenza indetta da Proitalia
riguardo alla messa in atto del progetto di istituire
la provincia di
Lamezia Terme, presiedevano l'incontro Francesco Grandinetti
del
movimento "Lamezia provinciaenonsolo" neoeletto
al comune di Lamezia
Terme, Francesco Mercuri, fondatore del movimento di Lamezia
provincia, Palmieri, Arzente.
Presente il sindaco di Gizzeria Michele Rosato, il presidente
del
consiglio comunale Giuseppe Cacozza, e la maggior parte
dei
consiglieri del comune di Gizzeria. Coinvolti i giovani
che aderiscono
ai progetti di Proitalia e molti cittadini del paese sensibilizzati
dal moderatore dell'incontro Francesco Cortellaro che
ha, negli ultimi
tempi, portato a Gizzeria momenti di confronto e di discussione
sicuramente utili per una crescita del territorio.
"Il Territorio" appunto è stato
il tema centrale di tutta la serata,
il territorio inteso come un "unicum", da Lamezia
a Gizzeria, fino
agli altri comuni del lametino, un territorio che a detta
di
Grandinetti deve soprattutto portare Lamezia verso la
possibilità di
proporre ai giovani e ai paesi vicini " Alternative
culturali e
certezze legate al lavoro", ciò che
si aspetta Grandinetti da questi
nuovi incontri è un "salto di qualità,
per far sì che Lamezia diventi
provincia vera", quindi secondo Grandinetti si dovrà
avviare un
"processo unico tra Lamezia e il territorio, che
dovrà valorizzare le
diversità ma anche gli elementi unificanti
dei luoghi che gravitano
intorno alla città della Piana". "la
realizzazione di Lamezia
provincia-ha continuato Grandinetti- non è
un'idea né di destra né di
sinistra, è un 'idea che dobbiamo sentire
nostra e convincerci che
attraverso lo sviluppo del territorio di arriva alla provincia
di
Lamezia Terme". Dello stesso avviso anche Mercuri,
Arzente e Palmieri
che hanno invitato il sindaco di Gizzeria a non farsi
sfuggire
l'occasione per "poter lavorare insieme verso un
unico concetto di
territorio e di sviluppo, specie- ha insistito Mercuri-
avendo vicino
una città come Lamezia che è
stata bloccata dalla crescita del
capoluogo di regione, innumerevoli infatti sono i contributi
che hanno
Catanzaro e il suo hinterland. Lamezia- ha proseguito-
con la sua
posizione centrale e la facilità di scambi
commerciali potrebbe dare
uno sviluppo fondamentale a tutta la Calabria".
Già tredici comuni hanno aderito alla presentazione
del progetto
politico di Lamezia provincia, fondamentale sarà
l'adesione del comune
di Gizzeria al progetto presentato da Grandinetti e i
suoi." "La
speranza-ha concluso Grandinetti- è che il
disegno di legge presentato
dal senatore Cesare Marini al parlamento possa essere
almeno preso in
considerazione e coadiuvato dalla adesione al progetto
dei comuni
dell'hinterland, uno di questi , e fondamentale, per la
sua vicinanza
territoriale e culturale è Gizzeria".
E' intervenuto nel dibattito il sindaco di Gizzeria Michele
Rosato che
ha chiarito l'indipendenza culturale e territoriale di
Gizzeria che
"non è affatto un satellite dei Lamezia
Terme". "Ho l'impressione-ha
aggiunto Rosato- dagli incontri e le conferenze tra i
sindaci, che non
sono i comuni a non volere Lamezia provincia, ma è
ormai Lamezia a non
credere più nell'istituzione della provincia.
In maggioranza c'è
un'uniformità di vedute, ma Gizzeria pretende
il rispetto da Lamezia,
vogliamo essere considerati come Catanzaro considera Soverato,
un
luogo su cui investire e puntare". Ha ancora delle
perplessità il
sindaco di Gizzeria nei riguardi dell'istituzione della
provincia di
Lamezia Terme "Mi domando-aggiunge-se creare una
nuova provincia dalle
ceneri di Catanzaro sia un bene , comunque- ha continuato-
porteremo
delle nostre proposte alla consulta dei sindaci, per esempio
che il
presidente del consiglio sia, per statuto il rappresentante
del
territorio". Hanno concluso il dibattito Aldo Cerra,
di An, assessore
al comune di Gizzeria, che tra l'altro ha rinunciato al
suo
assessorato perché dice "ero un assessore
senza delega". Cerra si è
dichiarato "assolutamente favorevole all'istituzione
di Lamezia Terme
provincia", invitando il sindaco di Gizzeria "
a fare la delibera".
Favorevole il presidente del consiglio comunale Cacozza
che ha
confermato il legame culturale con Lamezia e ha lanciato
una sfida, "
Se non verrà convocato nei prossimi giorni
il consiglio comunale e non
sarà aggiunto il punto discusso all'ordine
del giorno, mi dimetterò
dal consiglio" e ha invitato ancora i consiglieri
di minoranza a
prendere i loro posti nell'organo amministrativo.
Maria Rosaria Folino
8/10/2005 "Il quotidiano della Calabria"
Nessuna risposta sulle analisi. Cresce la preoccupazione
Incertezze sull'uso dell'acqua potabile
Continua ancora lo stato di allarme e di incertezza per
quanto riguarda l'uso dell'acqua potabile; ancora nessun
referto sullo
stato attuale dell'acqua che sgorga dai rubinetti del
paese.
Numerose le domande che si pongono i cittadini di Gizzeria.
Sono terminati i necessari interventi di disinfezione
per mezzo del cloro?
Sono state avviate ulteriori procedure di analisi? Cosa
ha concluso
l'As 6 di Lamezia Terme?
Pare che i referti non siano stati ancora dati al Comune.
La gente si aspetta chiarezza e onestà.
Sono potabili le altre fontane immediatamente vicine
al paese dove la
popolazione fa rifornimento di acqua?
Gizzeria è un paese alle falde di un monte,
che ha faglie acquifere
tra i monti, basta spostarsi per pochi chilometri dalla
zona del
centro abitato per avviarsi verso il Mancuso e trovare
le sorgenti di
montagna; può un luogo così
non erogare servizi necessari e tubature
adatte per l'acqua potabile?
La cittadinanza minaccia di organizzare delle forti proteste,
si sta
addirittura spargendo la voce di giungere a non pagare
al comune le
salate bollette dell'acqua in quanto non si usufruisce
di questo bene
primario necessario.
Pare che il comune voglia affidare il controllo periodico
delle
tubature ad una nuova società.
Ma in che stato sono ora le tubature dell'acqua nel paese
di Gizzeria?
E' giusto nel duemilaecinque vivere con l'acqua non potabile?
Certo se pensiamo alle popolazioni africane che gioiscono
giustamente
alla costruzione di un nuovo pozzo e ai popoli Tuareg
che per non
sprecare l'acqua lavano le mani con la sabbia del deserto,
il paese e
la regione possono considerarsi fortunati, ma se ci confrontiamo
con i
paesi civili, dove i servizi necessari sono garantiti
ai cittadini,
allora c'è da pensare.
C'è bisogno dei servizi essenziali a Gizzeria,
e di comunicazione tra
istituzioni e cittadinanza, nessuna conferenza è
stata indetta per
rendere veramente pubblico il problema dell'acqua, è
bastato solamente
un piccolo volantino affisso ad alcuni muri esterni, poi
il nulla, le
notizie in paese sono trapelate come una leggenda metropolitana.
Ma il problema persiste e la situazione si fa sempre
più incerta.
Una vicenda che sta andando avanti da diverso tempo e
che si spera si
risolva presto.
Maria Rosaria Folino
30/09/2005 "Il quotidiano della Calabria"
La provincia vuole abbattere un arco del 1700 per
interventi
sulla carreggiata
Via la storia per allargare la strada
L'associazione "Hidrya" si oppone e chiede
l'intervento del sindaco
Molte sono le strutture architettoniche non
valorizzate nel
territorio del lametino. A Gizzeria, alla fine della strada
provinciale 106 nella via a destra del torrente Casale
o del crocevia
di Pelio in località " Pirainetto",
immediatamente a ridosso del mare,
ci sono i resti di una antica masseria risalente al XVI
secolo. Proprio adiacente alla strada c'è
un arco d'ingresso del 1700,
l'entrata dell'antica masseria, con precisione architettonica
"un arco
d'ingresso". La Provincia di Catanzaro , nell'effettuare
interventi
sulla carreggiata e per dare maggiore larghezza ha deciso
che l'arco
non serve, quindi dovrà essere eliminato.
Il progetto esecutivo approvato dalla provincia di Catanzaro
che
prevede i lavori da apportare al tracciato stradale già
presente, in
linea generale possono considerarsi utili e necessari
per un
collegamento tra le vie interne e per una maggiore viabilità
degli
automezzi, non convincono del tutto invece le soluzioni
tecniche
adottate dai progettisti che prevedono l'eliminazione
dell'arco
settecentesco, queste infatti provocherebbero un irreversibile
danno
ad un patrimonio storico di un certo rilievo.
Vero è che il patrimonio storico disseminato
tra campi e ulivi è stato
lasciato per anni all'abbandono e ai rovi, ma perché
non cogliere
l'occasione del progetto urbanistico effettuato dalla
Provincia per
una valorizzazione seria e proficua di ciò
che è rimasto del passato e
di ciò che in minima parte può
sollevare le sorti di un territorio
bistrattato da secoli? Realizzare strade tra i campi è
certamente un'
opera giusta, le vie di comunicazione sono da sempre le
principali
cause di un maggiore contatto tra la gente, di scambi
economici e
culturali, ma collegare cosa? Un campo all'altro? Una
zona
semiabbandonata all'altra? Il problema a nostro avviso
è quello di
recuperare opere che possano essere motivo di visita,
realizzare
itinerari che portino a visionare località
in cui osservare segni
artistici del passato; l'arco dell'antica masseria potrebbe
essere in
questo caso la motivazione di un passaggio. Da scongiurare
è una certa
visione del territorio sganciata dal recupero ambientale
e storico,
una devastazione di ciò che esiste e che
purtroppo non è reso
visibile. Perché non recuperare e pensare
ad un aggancio culturale e
territoriale con l'idea del grande parco archeologico
lametino
lanciata dallo stesso comune di Lamezia Terme? Se le opere
artistiche
del comprensorio vengono abbattute cosa abbraccerà
il grande parco
archeologico Lametino? Strade allargate verso il nulla?
L'associazione
archeologica culturale Hidrya, di Gizzeria, con il suo
presidente
Camillo Trapuzzano si oppone fermamente alla distruzione
di ciò che
potrebbe rappresentare una risorsa per l'intero comprensorio
lametino
e intende in ogni modo scongiurare "Lo scempio ambientale
al
patrimonio storico di Gizzeria", in questo caso l'abbattimento
dell'arco settecentesco. Uno scempio a dire il vero che
trova sostegno
in una certa politica del passato cieca verso ciò
che può apportare
vero benessere al territorio calabrese.
Dice Camillo Trapuzzano in relazione alla cura del patrimonio
ambientale "Gli esempi di scempio del patrimonio
storico e
architettonico a Gizzeria, sono ben visibili e riconducibili
a episodi
di pseudo recupero recenti: Casino di Stocco già
residenza estiva del
generale Stocco oggetto di lavori di restauro e di nuove
costruzioni
che hanno deturpato la storia del luogo. Chiesa di San
Giovanni e
della SS. Annunziata i cui lavori di restauro, mai conservativi,
hanno
reso irriconoscibile le tipologie costruttive del cinquecento
e del
seicento".
Il complesso masserizio che sarà abbattuto,
secondo il progetto
indicato dalla provincia, di proprietà della
famiglia Statti, passato
nei tempi dalle varie famiglie padronali di Gizzeria,
nel settecento
alla famiglia Cacozza e in tempi più recenti
per successione alla
signora Maria Cristina Miceli moglie di Aloisio Miceli,
ha svolto,
fino a tempi a noi molto prossimi, un ruolo fondamentale
nell'economia
agricola di Gizzeria. La struttura, con la casa padronale,
le stalle
il frantoio e palmento, rappresenta ciò che
nel passato era alla base
dell'economia del luogo e causa primaria di sostentamento
per intere
popolazioni.
IL presidente dell'Hidrya, Camillo Trapuzzano, sollecita
il Sindaco e
la Soprintendenza ai Monumenti di Cosenza perché
si attivi per una
soluzione tecnica diversa e per "l'attuazione di
una politica che
tende al recupero storico-ambientale del territorio e
non alla
distruzione di ciò che potrebbe rappresentare
una risorsa da
utilizzare anche in chiave storico-turistica e che nello
specifico in
gioco non è soltanto la salvezza di una struttura
architettonica, in
pericolo si trova la stessa sopravvivenza dell'intero
nucleo della
masseria e del suo ambiente".
"Inoltre- prosegue il presidente Trapuzzano- la
struttura ed il
complesso della masseria con ciò che resta
del paesaggio agrario e
degli altri beni storici, rappresentano un elemento di
arricchimento
di una coscienza collettiva, che nei segni del passato
ritrova il
proprio punto di riferimento, per proiettarsi verso il
futuro di una
sua storia , che rischia di diventare paurosamente anonima
e priva di
qualsiasi durevole valore".
Maria Rosaria Folino
24/09/2005 "Il quotidiano della Calabria"
L'artista ha fatto parte del gruppo della brasiliana
Selma
Hernandes nel suo ultimo cd
Prestigiosa collaborazione del chitarrista Calabria
"Encontros", è un incontro musicale,
un contatto di generi, passioni e
culture che trova espressione nel Cd di recente uscita
cantato da
Selma Hernandes, artista notissima in Brasile trasferitasi
a
Perugia. Selma cantante di samba classico, ballate e "lamentos",
ha
voluto nel suo gruppo di artisti un chitarrista proveniente
da
Gizzeria, conosciuto una sera a Perugia mentre suonava
in un locale
una suadente musica brasiliana.
Leopoldo Calabria, di Gizzeria, che ha cominciato a studiare
chitarra
classica a Nicastro con Tonino Benincasa, fino all'incontro
con il
maestro Claudio De Angelis a Roma e il diploma al conservatorio
F. Morlacchi di Perugia, è il bravissimo
chitarrista che fa vibrare le
corde delle sambe bahiane, il chitarrista che vive a Perugia
e ritorna
ogni estate al suo paese che mai ha dimenticato, "è
il mio paradiso
perduto, e' una dimensione diversa, mitica", dice
in una recente
intervista.
Il disco registrato tra gennaio e maggio dell'anno in
corso, è un
excursus storico sulla musica brasiliana attraverso i
vari ritmi. Si
va dallo choro (Lamentos) al samba classico di Nelson
Cavaquinho
(Folhas Secas) e Dorival Caymmi (O Samba da Minha Terra
) e quello più
moderno di Chico Buarque De Hollanda (A Rita); lo Xote
classico di
Luiz Gonzaga (O xote das meninas) e quello moderno di
Caetano Veloso
(Cajuina); un afro-samba di Baden Powell (Berimbau); due
autori
contemporanei Chico Cesar autore di Paraiba e Guinga uno
dei musicisti
più importanti della scena musicale contemporanea.
Del primo si esegue
una ballad (A Primeira Vista) e un reggae (Mama Africa);
del secondo
un frevo (Vo Alfredo) e un baiao (Nitido e Oscuro).
Ascoltarlo significa entrare nelle musica brasiliana
e scoprire
l'essenza di un "continente", del suo passato
doloroso che i
brasiliani raccontano con la musica.
Si racconta Selma Hernandes e dice di sé:
"Ho messo piede sul
palcoscenico a 13 anni, ho un rispetto immenso per la
mia terra, il
Brasile. Prima non potevo capire l'importanza delle canzoni
che
cantavano i miei cari a casa. La musica era dappertutto
e io
l'assimilavo senza comprendere il grande tesoro che stavo
pian piano
costruendo.Ci è voluto tempo per capire la
ricchezza che il mio paese
mi offriva". Questa ricchezza Selma l' ha condivisa
con chi , da altri
luoghi ha potuto arricchire la sua ricerca musicale e
la sua carica
emotiva, come Leopoldo Calabria che ha trasferito con
l'armonia della
sua chitarra a sette corde tutta l'inquietudine di aver
vissuto in un
paese del sud d' Italia, "l'inquietudine di vivere
in un posto avaro
di esperienze culturali", il Sud in fondo è
come il samba descritto
nel Cd: "Il samba è tristezza che oscilla,
e la tristezza porta sempre
la speranza di un giorno non più triste".
Gabriele Ballabio di Enthropia, sensibile a progetti
originali ha
trasformato il progetto di Selma Hernandes, di Leopoldo
Calabria,
Andrea Agostini, Gianni Spoletini e Maurizio Picchiò
in un disco
originale e poetico, una musica che conduce per mano verso
il grande
Brasile staccandolo da ogni stereotipo.
Maria Rosaria Folino
21/09/2005 Il quotidiano della Calabria
Antonio Belsito (Ds) evidenzia le potenzialità
del territorio.
Chiesto il sostegno delle istituzioni «Valorizzare le arti e il patrimonio culturale»
Gizzeria - Accendere i riflettori sulla sensibilità
culturale e sulle
competenze artistiche gizzerote. L'esortazione è
del diessino Antonio
Belsito il quale sostiene: "Il nostro piccolo territorio,
oltre ad uno
straordinario e peculiare patrimonio naturale, è
sempre più insediato
da espressioni culturali di varia intensità
e genere".
Il giovane dirigente della Quercia coglie e sottolinea
la
fermentazione di una rinnovata sensibilità
culturale soprattutto nelle
nuove generazioni. "La nostra piccola realtà
si caratterizza non solo
per le ridotte dimensioni territoriali, ma soprattutto
per una vera e
propria esplosione artistica. L'arte, a mio avviso, è
espressione
degli stati dell'essere e coglierli significa innegabilmente
che
Gizzeria vive di una sensibilità umana sui
generis che trova, anche,
espressione attraverso diverse forme artistiche. Una sensibilità
bramosa di comunicare, di interagire, di divertire ma
anche di
arricchire umanamente che trova linfa in genuini valori
civili e
morali". Secondo Belsito questo è quanto
trapela dalle attività, a
volte occultate a volte rese pubbliche, dei giovani ma
anche meno
giovani di Gizzeria". Una tesi puntellata da numerosi
esempi. "Basta
sentire o vedere all'opera i ragazzi dell'associazione
teatrale "Magna
Graecia" i cui spettacoli riscoprono la genuina quotidianità
colma di
valori e significato. Basta guardare le tante tele imbevute
di sensato
ed etico colore disciplinato dalla sensibile mano dei
nostri pittori
locali".
Il diessino evidenzia: "Basta apprezzare uno scarabocchio
che, a
volte, "imbratta" qualche muro mentre in realtà
esprime,
comunica.. ("imbratta" poiché mancano
gli spazi per poter
scarabocchiare").
E ancora: "Basta ascoltare le melodie che timidamente
fuoriescono da
qualche finestrella per capire che anche gli strumenti
musicali hanno
la parola Basta, nella stagione estiva, ammirare i tanti
gesti
tecnico- atletici che si susseguono nel campetto di piazzale
ponte per
assaporare il calcio o comunque lo sport quale forma ed
espressione
artistica".
L'esponente della Quercia è convinto che
"il patrimonio culturale di
Gizzeria possa essere un "plus valore" di crescita
e di promozione
della nostra terra e per la nostra terra ma è
imprescindibile il
supporto sinergico dell'amministrazione e degli Enti competenti,
ma
anche delle varie associazioni presenti e della cittadinanza".
Un
monito chiaro, dunque: "Amministrare le espressioni
artistiche
significa individuarle, qualificarle, incentivarle, consolidarle
ma
anche strutturarle".
Con una sottolineatura: "Abbisognano spazi idonei
che di conseguenza
si animeranno, manifestazioni che pubblicizzeranno, regole
(come per i
murales) che disciplineranno per rendere il valore dell'opera
e
qualificarla.
Necessita un lavoro complesso ed impegnativo che potrà
essere
gratificato dalla bellezza dell'arte in ogni suo genere".
p.ro.