The best of both worlds
di
Bruno Iannazzo
Ho avuto la fortuna di vivere in due mondi: uno è
il paese in cui sono cresciuto, l'educazione che mi hanno
dato i genitori e i nonni, l'altro è il mondo "moderno",
qualunque cosa questa parola voglia dire.
Sono due mondi distanti: uno che si trascina dietro una
cultura rurale basata su regole di sopravvivenza e benessere
in una comunità di piccole dimensioni e l'altro
è il mondo capitalista che tende alla globalizzazione
in un fitto intreccio di relazioni.
Da quando sono andato via dal paese ho sempre scambiato
con i miei amici di altre regioni d'Italia e altre nazioni
informazioni sulle nostre rispettive usanze, affascinato
dalla ricchezza costituita dalla varietà di culture,
lingue e dialetti.
Tanto tempo passato a cercare di far capire il concetto
di "affascino" involontario o la "naschiata"
per deridere l'interlocutore che ha detto una panzana.
Una delle ragioni per cui ho creato questo sito è
stato la consapevolezza che la cultura tradizionale di
Gizzeria è destinata a scomparire. Di questo provo
un certo rammarico, legato alla nostalgia che inevitabilmente
mi assale a pensare alla Pasqua con la Cuzzupa e le uova
colorate con "erba ruggia", le favole in dialetto,
il tramonto sul mar Tirreno e su Stromboli mentre "addimoravo"
con gli altri bambini, le donne in costume, gli autunni
miti, i racconti dei delitti e delle superstizioni.
A parte questa nostalgia, non condanno il cambiamento
che sta avvenendo è per questo che ho scritto il
titolo in inglese.
E' necessario: la società non è più
agricola, quindi la cultura gizzerota non è più
funzionale, sono aumentati gli spostamenti ed è
aumentata l'importanza dei mass-media quindi il dialetto
non basta più.
Però c'è qualcosa che condanno: l'idea
che tutto ciò che è passato debba essere
gettato via, in nome di un'unica cultura globale che fa
capo al modello occidentale industriale che domina quest'epoca.
L'idea che tra tutte le culture debba vincerne una
mi disturba, anche se a vincere è la migliore
o la più forte. Mi piacerebbe invece che l'uomo
nuovo prendesse qualcosa da tutte le culture, frutto
dell'intelligenza e dell'adattamento di gruppi grandi
o piccoli di uomini in ogni ambiente e anche dalla nostra.
Il meglio di tutti i mondi.
Nell'attesa che una revisione generale un giorno vada
a cercare nel passato quello che c'è di buono,
da parte mia non posso fare a meno di trascrivere a modo
mio quello che ho visto e conosciuto: un mondo che scompare
e grida "non dimenticateci!"
Inviate i vostri commenti all'indirizzo gizzeria@iannazzo.it