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Il mio Tempietto
tra sambuchi e ortiche
di Ettore Iannazzo |
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La facciata della
chiesa
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Dopo gli scritti di Padre Francesco Russo e di Don
Alfonsino Trapuzzano, anche noi ci interessammo del
bel portale del Tempietto di Gizzeria, dandone notizia
sul quindicinale "La Calabria" dell'aprile
1979. Ma la sua storia recente inizierà l'anno
dopo, nel momento in cui il Comune spianerà la
terra di fronte alla Chiesa, che allora chiamavamo del
Rosario, per un'immagine della Madonna posta al suo
interno e poiché la Chiesa si trovava presso
il sito della fiera agricola di ottobre.
Siamo nel 1980, il sei di giugno, la ruspa del Comune
di cui era sindaco Vittorio Rosato, si avvicinò
troppo al rudere "a meno di 5 metri, per cui, io
sottoscritto, temendo che lo stesso potesse franare
(con le vibrazioni), sono intervenuto impiantando un
allineamento di sette pali tenuto da filo zincato a
metri otto dall'isolato", denominato Casa Sassi
o anche Convento. Su questa linea, poi, fu costruito
il muro di sostegno, non più semplicemente in
calcestruzzo, ma in cemento armato, garantendo al rudere
solidità e spazio verde, spazio ora in parte
soffocato dai confinanti all'ingresso e lungo il muro
nord malfermo e semichiuso (archivio del Comune di Gizzeria
e della Soprintendenza AAAS di Cosenza - cfr. le lettere
racc.te del 24/6/1980 e del 6/12/1980).
Sistemata la stabilità del rudere di cui già
individuammo la probabile data di fondazione (ancora
non conoscevamo il nome vero del manufatto), incominciammo
ad interessarci del suo recupero, alla pulizia di tutti
i muri, compreso quello in condominio, e seguendo la
planimetria allegata, e pensando, col nuovo anno a pulire
dal fitto bosco e in parte a sterrare l'aula della chiesa
per la prima visita istruttiva delle scuole elementari
che fu fatta con nostra soddisfazione. Seguirono:
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Ettore Iannazzo,
mentre rimuove le erbacce dal portale della Chiesa
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1 - La posa in opera del cancello al portale completo
di serratura;
2 - L'ampio articolo su BRVTIVM n. 2 di aprile-giugno
1981 con il nome vero della Chiesa. L'articolo non piacque
agli storici per come riferì la direttrice Raffaella
Frangipane perché urtava la loro sensibilità
accademica;
3 - L'invito ufficiale per tutte le scuole di Gizzeria
di cui si allega copia;
4 - La richiesta ufficiale per il recupero del Tempietto,
un vero pozzo di sapienza, di cui finalmente conosciamo
un possibile nome e una data di fondazione,
, in stile bizantino-rinascimentale con tutto ciò
che d'importante rappresenta: arco e altare, cupola
e portale, un vero pozzo di conoscenza tramandatoci
da Bruno Iannazzo (1788-1879) e i suoi eredi che ancora
lo detengono rispettandolo perché composto da
elementi architettonici veramente importanti da salvare,
studiare, visitare per sentirci anche noi Gizzeroti
orgogliosi dell'arte che fa grande la terra dei nostri
padri.
Da Roma, a Bisanzio e poi: dal Medioevo, al Rinascimento fino ai nostri giorni,
presenti qui, in questo rudere a noi tutti vicinissimo
dove sono racchiusi due aspetti essenziali della nostra
storia italiana, quando la lingua passa dal greco, al
latino, al volgare, senza mai disdegnare il vernacolo;
e la religione greco-ortodossa di Andrea, passa al rito
cristiano-latino di Pietro e Paolo. Tutto questo è
il nostro Tempietto di cui dovremmo andare tutti orgogliosi,
salvandolo perché, quel poco che spenderemo per
esso, ce lo renderà in sapere, il che non è
poco!
Storia recente del Tempietto (1980-2000):
| Giugno 1980 |
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Lavori del Comune presso la Chiesa,
scopriamo la data 1615 sul serraglio dell'arco trionfale.
Segnalazione alle autorità di governo per
un sopralluogo. |
| Dicembre 1980 |
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Risegnalazione con planimetria allegata:
scopriamo la data di fondazione della chiesa, dandone
notizia alla Soprintendenza AAAS di Cosenza e al
Comune di Gizzeria. |
| Febbraio 1981 |
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Documenti Lametini 6: planimetria
del Tempietto di cui ancora non conosciamo il nome
vero. |
| Marzo 1981 |
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Lavori di disboscamento e sfalcio
avvisandone la Soprintendenza con telegramma. Prima
e unica visita della scuola elementare. |
| Aprile 1981 |
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Posa in opera del cancello - Scopriamo
il nome della Chiesa e del suo fondatore. P. Francesco
Andria Tuscano. |
| Giugno 1981 |
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Pubblichiamo tutto su BRVTIVM, l'importante
rivista fondata da Alfonso Frangipane studioso d'arte. |
| Settembre 1981 |
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Invito ufficiale per le visite della
scolaresca. |
| Aprile 1982 |
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Elenco dei lavori urgenti da farsi. |
| Ottobre 1982 |
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Sopralluogo della Soprintendenza per
i beni AAAS di Cosenza. Parere sfavorevole alla
richiesta per il vincolo. |
| Dicembre 1982 |
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Gizzeria, Ambiente e Arte: ciclostile
per la scuola media. Incomincia un nuovo periodo
di decadenza del Tempietto. |
| Giugno 1985 |
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Denuncia ai Carabinieri per la rottura
della serratura (10/6/1985), sostituita da un lucchetto
Wally, tuttora esistente. |
| Luglio 1985 |
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Richiesta del Sindaco per il risanamento
della chiesa oggi soffocata da vitalbe ed edere. |
| 1990-2000 |
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In questo fine secolo sono stati rotti
alcuni listelli del cancello. Incominciano i dispetti. |
| 1995-1997 |
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Bruno Iannazzo aderisce in questi
anni al primissimo Internet italiano e si interessa
socialmente e storicamente del proprio paese natale,
dei suoi emigranti, dei sette suoni del dialetto,
dei quattro elementi del Tempietto e di tanto altro
ancora. |
| Dicembre 2000 |
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Ass. culturale Idria: primo interessamento
intercluso dopo venti anni (1980-2000) |
| Dicembre 2006 |
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È necessario aggiungere questa
data perché sono stati fatti da noi proprietari
nuovi rilievi che hanno evidenziato una diversa
data da fondazione probabile e il nome Santa Maria
della Grazia. |

Santa Maria di Gizzeria, un Tempietto anomalo realizzato
con quattro stili architettonici diversi:
1 - ARCO simile al trionfo degli archi dell'antica Roma;
2 - ALTARE privo di mensa e di una pietra squadrata.
Ricorda lo stile corinzio romano con lesena munita di
alto zoccolo;
3 - CUPOLA realizzata come la costruivano a Bisanzio,
con i pennacchi che collegano la sfera al cubo;
4 - PORTALE o ingresso tipicamente medievale del periodo
Romanico.
Oggi viviamo in un mondo leggermente diverso, ma ci fa
piacere che studiosi e storici di Gizzeria, anche se
con un po' di ritardo, incominciano ad interessarsi
attivamente alle antichità che ci riguardano.
Infatti questi nostri cari studiosi interessati alla
storia della chiesa-rudere che ci appartiene, ignorando
chi se ne è interessato prima di loro con buoni risultati,
commettono errori su errori di nomi, di comportamenti,
di date, di elementi costruttivi scivolando nell'arroganza
che non salva certo la tradizione che ha bisogno, invece,
di umiltà, studio completo, confronto, passione e lavoro.
Non si salva neanche rompendo i listelli del cancello
per entrare di nascosto, ma si salva chiedendone l'apertura
e i pareri senza interesse a chi non li ha mai negati
a nessuno. Ma quali sono questi errori che commettono?
Vediamoli:
Anno 2005: Reventino notizie n. 4, pag. 24 della Comunità
Montana dei Monti R.T.M. non cita le fonti e continua
a chiamare il nostro Tempietto Convento dei P. Francescani.
Anno 2006 - mese d'agosto: il depliant turistico di
Gizzeria fa lo stesso errore, pur sapendo che il convento,
come fabbricato, esiste come traccia storica.
Infatti non esiste più da oltre un secolo, da quando,
cioè, la nuova famiglia del Dott. Nicola Sassi, il medico
dei poveri tra gli anni 10 e 20 a Gizzeria, e di donna
Vincenzina Iannazzo, genitori di cinque figlie, decise
di edificare sulle sue rovine, dopo il 1912, la propria
abitazione, addossandola alla chiesa dell'oggetto che
non fu lasciata a beneficio di tutti (altro errore),
ma fu assegnata a tutti gli eredi di Pietro e Carlo
che erano Francesco Iannazzo + 7 nipoti e 1 nipote nella
persona di Francesco Trapuzzano (notaio), tutti con
figli e discendenti (cfr. foglio n. 11, part. 276, Comune
di Gizzeria).
Fin qui la proprietà che è privata a tutti gli effetti,
per cui, è vietato entrarci furtivamente per andare
a scattare foto eludendo la sorveglianza che mira anche
ad evitare la sottrazione di altre pietre squadrate
come è successo già in passato illecitamente tra le
mura di questa Chiesa "impraticabile, infestata da erbacce,
preda dello sfasciume e della rovina, ...", così scrive
ancora la Comunità Montana.
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Ancora Ettore
Iannazzo nei pressi di un interessante elemento
architettonico ancora in buone condizioni
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Ma non è stato sempre così, caro direttore dei Monti
Lametini, perché c'è stato un tempo in cui il Tempietto
attiguo a casa Sassi, era sufficientemente pulito e
luminoso per le visite degli alunni, dei funzionari
della Soprintendenza e del Sindaco che in quel tempo
era Giovanni Mercuri.
Pulito, rilevato, studiato, pubblicato e chiuso; ma
avremmo voluto scrivere aperto perché ci sembrava che
ci fossero sufficienti elementi utili per farlo vincolare
e salvare dall'abbandono, ma non se ne fece niente:
la Soprintendenza di Cosenza dette parere sfavorevole,
o comunque se ne lavò le mani, quella di Reggio C. probabilmente
pure e il Sindaco mandò un suo delegato a rappresentarlo
(cfr. L'elenco dei lavori più urgenti all. alla lettera
del 14 aprile 1982).
Ora come proprietari abbiamo bisogno di aiuto, ed è
per questo che rivogliamo nuovamente, dopo 27 anni,
l'appello alle autorità per il consolidamento delle
pietre pericolanti e la costruzione della copertura
metallica luminosa, per il recupero del rudere storico
pezzo urbanistico di Gizzeria, anche se non riconosciuto
come monumento dalla Stato, tenendo presente che noi
eredi ne siamo i proprietari legittimi, i condomini
custodi anche di probabili elementi storici ulteriori
che potranno rinvenirsi come per esempio la Cisterna
di San Francesco e la cripta della Chiesa di Santa Maria
del "Tempietto bizantino" col tesoretto sognato da una
delle eredi Sassi.
Naturalmente, se si arriverà al restauro, la spesa da
sostenere dovrà essere giustificata non soltato come
arredo urbano visitabile, ma anche come struttura godibile,
inventando, o proponendo qualcosa di speciale, adatto
al "monumento" e al paese che soddisfi tutti, anche
il nostro Parroco, altrimenti non potrà esserci la nostra
approvazione, né quella della cosa pubblica.
Quindi giustificare la spesa per la salvaguardia architettonica
e per gli scavi del "Tempietto di Iszaria" (cfr. Doc.
Lam. 6, pag. 15), specificando quale sarà il riuso da
gestire. Pertanto, se c'è qualcuno di voi che sa proporre
qualcosa di buono, semplice, serio, giusto lo dica subito.
Ci riferiamo soprattutto, ai responsabili Internet e
all'Ass. Cult. Idria dalla quale stiamo aspettando i
risultati raggiunti, per essere meglio illuminati sul
nostro pozzo di sapienza, il Tempietto.
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Il vecchio e
vuoto occhialone, pardon, rosone romanico sopra
l'ingresso
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Una volta avuti in mano tutti gli elementi essenziali,
compresa la storia agricola di Gizzeria che ancora non
c'è, si potrà decidere il da farsi, tenendo conto di
ciò che occorre, per aumentare il prestigio e il fascino
del nostro paese che ha salde radici nella Civiltà contadina,
e anche il lavoro intellettuale dei nostri giovani (quello
agricolo poi si vedrà), il loro stipendio, la loro formazione
più vasta possibile e la soddisfazione di tutto il nostro
benemerito popolo delle panchine, patriarcale, semplice,
austero, lavoratore della sola terra un tempo e di altri
popoli vicini simili per storia fatta soprattutto di
possidenti e contadini accanto a professionisti, soldati,
monaci, artigiani, preti, artisti, giudici, poeti e
anche briganti e malandrini spesso decantati e colorati
in maniera troppo romanzesca. Occorre più ricerca storica.
Per
finire non ci rimane che augurare un radioso avvenire
al nostro Tempietto che col suo vecchio, vuoto occhialone,
pardon, rosone romanico sopra l'ingresso, guarda l'ignoto
verso occidente, nell'attesa di quell'aiuto che sembra
vicino, sembra, aiuto pubblico e privato insieme, magari
firmando una convenzione: perché no se potrà servire a
soddisfare le aspettative del nostro popolo? Perché non
apprezzare gli studi di chi come noi, allergici alle biblioteche
vastissime, non fanno il ricercatore nel grande archivio
ma privilegiano la partecipazione diretta affrontando
il "mostro" direttamente, pur sapendo della grande utilità
dei documenti originali che sostengono la tradizione orale,
a volte anche leggendaria dei nostri padri, della nostra
terra sempre amata, Gizzeria?

La lettera scritta da Ettore Iannazzo nel 1981 ai dirigenti
scolastici.
Appendice:
La scritta sul portale della chiesa adiacente all'ex-convento
di Gizzeria
di Bruno Iannazzo
Sul portale della Chiesa, nella parte alta, si trova
una scritta fondamentale per capire la storia della
Chiesa, ma realizzata in modo grossolano, forse con
uno scalpello o un punteruolo, e perciò di difficile
lettura.
Un primo tentativo di decifrare la scritta fu fatto
da Ettore Iannazzo che diede questa trascrizione (cfr.
BRVTIVM 2 apr-giu 1981):
CHARITAS SANTA MARIA DEGL ANG... CHIESA P. FRANCESCO
ANDRIA TVSCANO AMDLIX
Da una attenta rilevazione fatta negli ultimi tempi
con Ettore e Raffaella Iannazzo, ci è sembrato di leggere
la seguente scritta:
???|C+HARITAS | SANTA MARIA|DEGRATIA
?? SA |NTO FRANCISCO
|F.ANDRIA TVSCA|NO AMDCIX
Le barre verticali indicano la separazione tra le differenti
pietre.
Cerchiamo di fare una descrizione e un'analisi delle
singole pietre:
- ???
Non siamo riusciti a capire se sulla prima pietra
c'è scritto qualcosa oppure no, sicuramente presenta
delle linee tracciate e alcuni buchetti, ma non siamo
stati in grado di capire nemmeno se si tratta di un
qualche glifo o di semplici segni del tempo.
- C+HARITAS
La scritta su questa pietra è abbastanza evidente
e nota fin da una prima lettura, quello che abbiamo
aggiunto in una successiva rilevazione è un segno
di croce (o forse un trattino) tra la C iniziale e
il resto della parola. La lettera T è invisibile poiché
la pietra presenta una crepa che coinciderebbe con
la gamba della T. Charitas è il motto dei Francescani.
- SANTA MARIA
Anche su questa pietra ci sono pochi dubbi.
- DEGRATIA ?? SA
Questa è la pietra più controversa e meno leggibile,
non siamo in grado di dire con precisione se c'è scritto
DEGRATIA o DIGRATIA e poi i simboli contrassegnati
con i punti interrogativi sono assolutamente confusi
e, per noi, incomprensibili, il primo dei quali è
formato da una linea allungata e quindi potrebbe essere
una J ed è affiancato da due linee allungate che potrebbero
formare una H o una N, in questo caso gli strani simboli
si possono leggere JN (un antico modo di scrivere
la preposizione IN).
Dopo un largo spazio vuoto c'è la scritta SA a cui
segue uno spazio. Quest'ultima da noi è stata interpretata
come la prima parte della parola SANTO che continua
sulla successiva pietra, dagli autori precedenti è
invece interpretata come la parte finale della parola
CHIESA, del resto i due simboli ignoti potrebbero
essere una C e una H, ma non ci sembra che ci siano
incisioni di sorta dove dovrebbero essere collocate
le lettere IE.
Per quanto riguarda la parola DEGRATIA (o DIGRATIA),
essa viene letta da E. Iannazzo DEGL ANG... (la T
e la I sono molto ravvicinate e potrebbero essere
una N) da cui l'ipotesi iniziale che la chiesa fosse
a titolo di Santa Maria degli Angeli.

La prima parte
della problematica quarta pietra, la scritta DEGRATIA
è probabile,
ma cosa sono i due simboli successivi (JN?)
- NTO FRANCISCO
Si può leggere anche ERANCISCO, ma non avrebbe molto
senso.
Anche questa parte è controversa. Le precedenti rilevazioni
leggono P. FRANCESCO, ma la presenza delle lettere
NTO è abbastanza evidente.
- F.ANDRIA TVSCA
La F. iniziale è quasi impercettibile e potrebbe essere
una nostra impressione. Occorrerebbe attestare il
titolo di questo ANDRIA TVSCANO all'epoca della scritta.
Del resto sarebbe abbastanza strano che non ci fosse
alcun titolo, titolo che secondo altri studiosi è
P. (Padre) e viene collocato prima di FRANCESCO.
-
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La data scritta
sulla facciata A.MDLIX o A.MDCIX?
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NO AMDCIX
Questa ultima pietra è la più importante di tutte
perché contiene la data ed è naturalmente anche questa
abbastanza ambigua. Mentre sono quasi certi i numeri
MD IX, c'è qualche dubbio sul numero centrale che
potrebbe essere L (cioè 50) o C (cioè 100) e quindi
la data letta da noi è 1609, molto vicina alla data
del 1615 presente sull'arco trionfale e sulla quale
non c'è alcun dubbio. L'alternativa è 1559 come alcuni
altri autori sostengono, difficilmente 1509, come
sostenuto da A. Trapuzzano (cfr. A. Trapuzzano, Storia
di Gizzeria, ed. Junior).
Sintetizzando, la nostra lettura della scritta è
C+HARITAS SANTA MARIA DEGRATIA [JN] SANTO FRANCISCO
[F].ANDRIA TVSCANO AMD[C]IX
dove tra quadre abbiamo indicato i termini fortemente
dubbi.
Nella scritta sono presenti i nomi Santa Maria de Gratia,
Santo Francisco e Andria Tuscano:
Il termine Santa Maria de Gratia, che tradotto dal volgare
diventa Santa Maria della Grazia, è il nome con cui
viene chiamato il convento/monastero nei documenti più
antichi che ci sono pervenuti. Non è chiaro se è anche
il nome della chiesa.
Il termine Santo Francisco, indica naturalmente San
Francesco, il santo a cui si ispirano i minori conventuali,
ma forse anche il nome della chiesa: negli unici documenti
in cui viene citata esplicitamente la chiesa e di cui
siamo in possesso, essa viene chiamata chiesa di San
Francesco. Tuttavia i documenti sono atti notarili in
cui non vengono coinvolti i padri conventuali, ma solo
privati cittadini, questo rende le stesse fonti meno
attendibili.
Di Andria Tvscano, che è Andrea Toscano non si hanno
informazioni.
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La data MDCXV
scolpita sul'arco
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In conclusione:
La scritta sembra indicare una Chiesa di Santa Maria
della Grazia in un convento di San Francesco, i documenti
storici sembrano affermare il contrario.
L'esistenza del convento prima del 1609 è probabile,
ma cosa indica quindi quella data? Può darsi che la
chiesa sia stata eretta negli anni che vanno dal 1609
al 1615? La risposta può venire solamente dai documenti
storici o da un'analisi scientifica delle pietre di
cui è formata la scritta.
Spero, con questo breve articolo, di aver stuzzicato
la vostra curiosità sui misteri della nostra
chiesa.
Bibliografia
F. Russo, La diocesi di Nicastro,
A. Trapuzzano, Storia di Gizzeria, Ed. Junior
E. Iannazzo, Olivi e monumenti lametini, 1981
E. Iannazzo, Il rudere di S. Maria degli Angeli e
gli altri monumenti per capire l'arte a Gizzeria,
BRVTIVM, 2, apr-giu 1981.
Come citare questo articolo
Per inserire questi articoli in un una bibliografia,
usate i seguenti riferimenti:
E. Iannazzo, Il mio Tempietto tra sambuchi e ortiche,
http://www.iannazzo.it/gizzeria (Gizzeria nel mondo),
2007
B. Iannazzo, La scritta sul portale della chiesa
adiacente all'ex-convento di Gizzeria, http://www.iannazzo.it/gizzeria
(Gizzeria nel mondo), 2007
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L'arte in paese
Alcune foto della Chiesa
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Ottobre 2006 - Bruno Iannazzo - The best of both worlds
Dicembre 2006 - Ettore Iannazzo - Il mio paese tra lagune e faggi