di Ettore Iannazzo
Le radici di Gizzeria, affermano alcuni studiosi, risalgono
a un'antica colonia greca detta Izzario o Izzaria, poi assorbita
dal Monastero basiliano di San Nicola latinizzato nell'XI secolo
dai benedettini di S. Eufemia.
Effettivamente le marine, occasionalmente, restituiscono reperti
archeologici di necropoli e insediamenti umani, nonché
testimonianze preistoriche.
| ANNO |
AVVENIMENTO |
| fino
al 700 |
insediamenti
neolitici e magnogreci |
| 700
? |
Izzaria
bizantina di lingua greca. |
| 900-1000 |
Fondazione
della Chiesuola (Laura?) |
| 900
? |
Torre
di Capo Suvero (torre di avvistamento) |
| 1000-1100 |
Yussaria
normanna di lingua latina |
| 1400
? |
Torre
di S.Caterina (sistema di avvistamento) |
| 1400-1510 |
Casale
di Izzaria o Iezzaria di lingua italo-albanese |
| 1559 |
Chiesa
di S. Maria degli Angeli (Convento) |
| 1600
? |
Torre
Spineto (intensificazione del sistema di avvistamento) |
| 1600
? |
Chiesa
di S. Giovanni Battista, patrono di Gizzeria |
| 1753 |
Gizzeria
prende l'attuale nome di lingua italiana |
| 1783 |
Terremoto del 1783 |
| 1832
? |
Realizzazione
della strada della fuscia (si sviluppa l'agricoltura)
|
| 1876 |
Realizzazione
della strada per Nicastro |
| 1900-1960 |
Diffusione
della coltura dell'olivo |
| 1972-2005 |
Sviluppo
del turismo e del commercio |
Brevissima storia di Gizzeria
(di Bruno Iannazzo)
Il territorio di Gizzeria, attraverso i reperti archeologici rinvenuti,
conta numerose testimonianze di insediamenti italici e greci nell'antichitą.
Nell'XI secono, c'era un insediamento attorno al monastero bizantino di San
Nicola di cui si sa molto poco.
La fondazione ufficialmente riconosciuta č quindi del 1450 circa, ad opera
dei coloni arbėreshė, provenienti dall'Albania in varie ondate.
Il paese fu presto assegnato, assieme al territorio di Nocera Terinese, al
feudo di Santa Eufemia governato dai Cavalieri di Malta che operarono una
latinizzazione del paese i cui abitanti abbandonarono la lingua albanese e
il rito ortodosso (mantenuti in altri centi arbėreshė del Meridione d'Italia).
Nell'epoca borbonica furono limitati i privilegi ecclesiastici, e verso l'inizio
dell'Ottocento fu abolito il feudalesimo. Si assistette, in questo modo, all'ascesa
sociale di una borghesia territoriale:
i galantomini.
Numerosi paesani parteciparono ai moti liberali, tra i quali č da citare Alessandro Toia,
uno dei partecipanti alla spedizione dei Mille e dopo l'unitą d'Italia furono numerosi
gli episodi legati al brigantaggio.
Verso la fine dell'Ottocento, la scarsitą delle risorse e l'aumento demografico
determinarono l'inizio di una forte emigrazione che continua in qualche modo ai
giorni nostri, e l'urbanizzazione di una cospicua parte della popolazione che č
andata a vivere a Nicastro, oggi Lamezia Terme.