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I reperti antichi
di Ettore Iannazzo
La
più antica testimonianza di Gizzeria è un'ascia
del tardo Neolitico/prima età del Bronzo,
cioè al periodo tra la fine del II millennio e
l'inizio del primo millennio a.C. ed ha le seguenti caratteristiche:
arma da guerra in granito grigioverde levigato, con puntini
neri e bianchi apparentemente ocra, del peso di gr. 500
ca.
Il guerriero che la usò tra il 2300 e il 1800 a.C.,
ebbe con sé i primi animali addomesticati come
il cane, le capre, le pecore, l'asino, il maiale e i buoi.
Si trasformò, cioè, da cacciatore-raccoglitore
di bacche, frutti, verdure spontanee e molluschi, in allevatore-agricoltore
coltivando il grano, l'orzo, i legumi, l'olivo e la vite. |
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L'Ascia ritrovata in località Campolongo |
Il
luogo di rinvenimento dell'ascia, si trova presso lo sperone
maggiore del piano o terrazzo di Campolongo (E2), a quota 400
s.l.m., poco distante dalla fonte perenne degli Schicci, proprio
in una zona che corrisponde alla descrizione dei luoghi che
fanno i vari studiosi di paletnologia.
Essi dicono che in tale periodo della preistoria è caratteristica
l'ubicazione di gruppi familiari, in capanne di canne e pietre
protette da argini e terrapieni, su altipiani a terrazze e su
propaggini montuose con frequenti precipitazioni.

L'Idria di Cerzeto |
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Un'altra
testimonianza antica, ma del periodo storico, è rappresentata
dall'Idria di Cerzeto (EF3). Si tratta
di un recipiente per l'acqua realizzato da bravissimi artigiani
che hanno lavorato a Terina, dove altri artigiani lavoravano
benissimo l'oro producendo gioielli di fine fattura.
L'idria è decorata con figure rosse adorne di collane
e diademi d'oro, segno di opulenza, intente alla toiletta
di una donna illustre del IV sec.a.Cr. Sul retro c'è
un trofeo di palmette; sulla spalla c'è un eròte
con fanciulle, ossia una scena amorosa; sotto i manici due
teste decorative di gusto manieristico. Quindi è
un recipiente che glorifica la ricchezza, la saggezza e
l'amore di una illustre famiglia di Terina.
Infine
abbiamo le varie monete del ripostiglio
dei Brutii, Sicilia e Lucania scoperto nel 1912-13, nonché
altri reperti ancora custoditi dalla terra. Queste antichità
si trovano nel Museo Nazionale di Reggio C. e altre nel
Museo di Crotone. |
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