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Il paese tipico e il costume
di Ettore Iannazzo
I
nuclei più antichi del paese, di solito sono composti
da nove case, con disposizione a cerchio intorno a un larghetto
di circa 50 mq, un tempo per difendersi meglio e per raccogliere
il bestiame; ma, più spesso, si snodano lungo vie
e vicoli irregolari che fanno da corridoio aperto per le
diverse case.
Le piazzole della vita politica ed economica più
antiche sono due, racchiuse da un lato da due Chiese, dove
in una esistono le belle e venerate statue di San Giovanni
Battista e della Madonna del Carmine. Altre due invece sono
più recenti perché nate dall'urbanistica che
è quella tecnica di coordinamento costruttivo degli
insediamenti demografici, tendente a realizzare le migliori
condizioni di vita e di produttività degli abitanti.
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Il paese tipico |
Un
tempo in paese, che si trova in pendio per una esigenza di carattere
difensivo e igienico in quanto, mancando le fognature, il paese
doveva "lavarsi" alle prime piogge, non esisteva la
vita notturna essendo scarsa l'illuminazione. Poi arrivò
l'energia elettrica e l'acqua domestica e industriale dei quali
si abusò un po' troppo, la rete fognante, la pietra per
selciato, il bitume, il ferro, il cemento, ecc., così
ogni abitazione ha i fornelli elettrici e a gas, il gabinetto
con bagno caldo, le camere con pavimento di ceramica, legno
e marmo al posto della creta cruda e cotta, le scale in cemento
rivestito e gli intonaci, sicché, visto da lontano, il
paese non ha più la vecchia patina nera, ma biancheggia
al Sole e, dopo il tramonto, presenta una vita serale per le
vie, nei bar e nelle case.

Esempio di caseggiato dato da più case-torri
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La
casa di architettura spontanea, edificata in pietra e
malta di calce su 40-50 mq, con piccole finestre senza
simmetria, ora anche con balconi, di solito a torre attaccata
ad altre case in isolati, a volte, d'incomparabile bellezza,
è composta dal classico trio abitativo: magazzino,
camera e tavolato con focolare; ma spesso la cucina si
trova al magazzino-ingresso aperto sul vicolo con due
porte incernierate alla stessa anta, di cui una alta la
metà detta "porticella", serve contro
gli animali vaganti per il paese, ma anche per avere aria
e luce contemporaneamente.
L'antico guardaroba della camera era composto da due casse,
dove le donne conservavano i panni della famiglia e il
loro costume. Il costume è formato dalla sottoveste
bianca visibile alla caviglia, coperta dalla veste di
panno rosso, nero o di colore intermedio. Sulla veste
sta il grembiule e la gonnella annodata dietro a gran
coda. Il busto è coperto dalla camicetta con sopra
il bustino rigido e lo spalliere che s'infila nel bustino.
Gli avambracci sono coperti da maniche con paramani ricamati.
La testa è ricoperta dal mantile nero. |
L'origine
di questo costume è senz'altro naturalistica: sembra
che voglia imitare il piumaggio di alcuni volatili bicolori,
con cappello e coda lunga; ma l'origine potrebbe
essere anche mitica perché s'ispira alla Sirena,
per metà uccello e per metà donna, a Ligeia
che abitava a Terina e aveva per compagne le ninfe Pandina
e Tereina, affiggiate su alcune monete d'argento tra le
più belle del mondo greco.
Accanto alla casa spesso esiste un piccolo locale, dove
si tiene la legna per il focolare e le frasche per il
forno, e anche l'asino che però, ormai, è
quasi del tutto abbandonato. La sua importanza di animale
spiccatamente rustico, docile e poco esigente dal punto
di vista igienico-alimentare, adatto al lavoro da basto,
è stata grandissima per noi che abbiamo 3/4 di
terreno collinare e montuoso senza strade, e non solo
per noi perché importato dall'Africa, si è
sviluppato ovunque, specialmente a Pantelleria, in Sicilia,
Puglia, Sardegna, Catalogna formando proprie razze. |
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Donna in costume
Foto di Raffaele Ciraudo 2005
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Nota: per una monografia sul costume tipico rimandiamo
a un lavoro di Camillo Trapuzzano, "Il costume femminile
a Gizzeria", in cui viene fornita un'analisi storica
sull'evoluzione del costume di Gizzeria nel tempo, con riferimento
alla tradizione albanese, in larga misura perduta.
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