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L'arte in paese
di Ettore Iannazzo
A Gizzeria esistono alcuni monumenti che presentano
validi elementi artistici e d'interesse storico-didattico,
per cui vanno studiati. Eccone l'analisi stilistica.
Chiesa
di Santa Maria degli Angeli con quattro elementi
architettonici assai importanti:
1 - il Portale d'ingresso
in pietra squadrata, con arco a tutto sesto su piedritto
poggiante sull'imposta che prosegue con listello
e con due ovoli lisci e spalla che poggia su basso echino
rovesciato sul plinto.
L'arco è sormontato da frontone rettangolare
con cornice aggettante, simile nella struttura al portale
romanico dell'atrio della Cattedrale di Civita Castellana
(Roma) realizzato dai Cosma Lorenzo e Iacopo nel ‘200,
poi ricordato da F. Brunelleschi nell'atrio della
cappella dei Pazzi a Firenze.
La fascia di pietra sopra la serraglia porta la scritta
in lettere capitali: CHARITAS SANTA MARIA DEGLI AN….
CHI.SA P FRANCESCO ANDRIA TVSCANO AMDLIX
Da ciò si desume che il fondatore della Chiesa,
dedicata a S. Maria degli Angeli, fu P.F. Andria Tuscano
nell'anno 1559, rimanendo attiva per più
di due secoli, cioè fino all'anno della soppressione
nel 1791 insieme al Convento. |
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Il portale d'ingresso |
2 - l'Altare architravato su due
lesene corinzie romane su piedistallo munito di zoccolo, con
capitelli a due ordini di foglie di acanto con lobi arrotondati
tra cui nascono i caulicoli o capreoli con sopra l'abaco
ricurvo.
La trabeazione inizia con gola diritta tra listelli e continua
col gocciolatoio, con l'olivo decorato con ovoli separati
da dardi tra un alveo e l'altro, col fregio liscio separato
dall'architrave (a due fasce) da gola rovescia.
Tale peso è sopportato dai pilastri con membrature lavorate
a cornice fino alle basi delle lesene e poi lisce ai lati dei
pilastri tipicamente romani.
Le lesene sono sei volte scanalate, con pianetto e base attica
(plinto e due tori divisi da una scozia) come le colonne del
Pantheon ricostruito a Roma da Adriano nel II sec d.C., o come
le lesene della Cappella Pazzi a Firenze costruita nel XV sec.
I piedistalli compresi tra due gole (cimasa e piede), al dado
sono decorati con rosette a cinque petali stilizzate in due
vasi diversi. La base e il piedistallo ricordano l'Arco
di Settimio Severo del 203 a Roma, dove la decorazione è
fatta con tre figure.
3 - l'Arco trionfale con la base
interrata per più di un metro, per cui non si vede in
tutta la sua imponenza dei due metri circa di raggio, culminante
nella grande serraglia scolpita a foglia con sopra la mensola
dove è scritto MDCXV, probabilmente a indicare un restauro
o una consacrazione.
Tale potente arco - modanato classicamente sotto l'imposta
con listello, gola diritta, listello, apòfige, fascia,
tondino, listello, apòfige e spalla seminterrata -
si affaccia maestoso e luminoso, nell'aula senza tetto,
dove un tempo le mura erano intonacate e affrescate negli archi
ciechi.
4 - la Cupola emisferica su piedritto
e modanatura in pietra con cavetto tra listello e fascia, raccordata
alla base quadrata con pennacchi di tipo bizantino dasinenti
in basso con pomello in pietra, è tipicamente rinascimentale
(secoli XV e XVI italiani).
Le dimensioni della cupola sono modeste (r=2,65 m), la struttura
nuda è stata realizzata in pietrame e pezzi di tegole;
l'effetto è grande, sereno e si guarda con molto
piacere.
Questo stesso raccordo tra il cerchio (semisfera della cupola)
e il quadrato (cubo dell'abside) è importante peculiarità
dell'architettura bizantina (vedi S. Sofia a Costantinopoli
e S. Vitale a Ravenne, entrambe del VI sec. d.C.).
Il
neoclassicismo
Nel centro storico esistono molte case ispirate al Classicismo,
purtroppo, però, sono state trasformate o integrate,
ad eccezione di una che conserva intatto lo stile.
La Casa Iannazzo, costruita tra il 1852 e il 1855, presenta
l'altezza muraria divisa in due ordini: a bugne
lisce quello inferiore e a fondo liscio quello superiore,
con cornice marcapiano che separa i due piani costruiti
col sistema di muratura a scaglia calabrese, in pietra
locale listata in cotto per formare le bugne (piano liscio
su piano bugnato). |
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Casa Iannazzo |
Tutta
la facciata dell'edificio neoclassico è rinserrata
verticalmente, dai due ordini distinti delle pilastrate di bugnature
angolari, mentre orizzontalmente è rinserrata dello zoccolo
della base e dal cornicione decorato con mensole a completamento
del manufatto che ha la parte mediana dell'ordine inferiore
sporgente, munita di due portoni archivoltati con ghiera intorno
di derivazione romana, rispetto ai lati che formano due corpi
di fabbrica, ossia due ali laterali simmetriche scandite da
quattro porte architravate, anch'esse con ghiera, di derivazione
greca, sormontate da finestre inferriate.
Nell'ordine superiore - che va ininterrotto da una
pilastrata all'altra - si aprono i balconi provvisti
di inferriate a ferro quadro come la raggiera del portone.
Notare l'accordo tra il chiaroscuro pacato del piano terra
estremamente simmetrico, e la semplice orizzontalità
del primo piano.
La casa ospita un mini-museo.

Il monumento ai Caduti |
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Il
novecento
In architettura è mal rappresentato, mentre in
scultura possediamo una validissima opera. Si tratta del
Monumento ai Caduti, una scultura realizzata
da C. Baccelli tra il 1976 e il 1978, dove figure in bassorilievo,
fitte e in bronzo, narrano il dramma di un popolo che
piange i propri Caduti per la Patria, ricollegandosi così,
all'impronta propria dell'artista di cui è
stato scritto "le sue sculture sono simboli dell'umana
forma che tenta di erompere dalla materia, ma trova la
pace", quella stessa pace che cristianamente trovano
i congiunti dei Caduti.
In alto l'ala o la vela in ferro simboleggia l'aspirazione
dei 100 giovani Gizzeroti verso la gloria conquistata
con la morte, tra i rottami di tutte le guerre.
La balaustra è stata realizzata nell'inverno
dell'80, fatta di bande N che significano Vittoria
(Nike). |
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